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Benigni alla festa del Pd: "Bersani, alzati e cammina"

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A dare un contributo speciale alla querelle Bersani-Grillo sugli zombie della politica, ci ha pensato ieri Roberto Benigni, intervenuto come ospite alla festa democratica di Reggio Emilia. Il comico toscano prima ha apostrofato il segretario del Pd: "Bersani devi reagire. Batti un colpo, alzati e cammina!" e poi ha fatto osservazione al leader del M5S sulle parole usate per attaccare il rivale: "Non si dice morto, al limite diversamente vivo...".

Video: lo show di Benigni alla festa del Pd

Insomma, il solito Benigni irriverente e scoppiettante, che giusto per fare capire subito alla platea che aria tirava si è presentato sul palco dicendo di avere ricevuto un fax di saluti da Beppe Grillo: "Saluto il popolo del Pd, maledetti piduisti...", commentandolo con una battuta: "Piduista? No, ma ne parliamo domani qui al convegno con Licio Gelli".

Il comico ha quindi fatto una disamina - ovviamente a modo suo - dei diversi schieramenti politici, con un occhio di riguardo alle alleanze in vista delle elezioni del 2013: "Il prossimo anno la Festa democratica con Casini e Vendola si chiamerà Festa problematica" e ai candidati alle primarie: "Tutti vogliono candidarsi alle primarie: l'anno scorso in tre milioni hanno votato, quest'anno ci saranno tre milioni di candidati", concludendo con una stoccata al leader dell'Idv: "Anche Di Pietro ha detto che si candiderà alle primarie, dopo averle vinte farà le superiori".

E dopo aver bacchettato il Pd e la sinistra - "noi vi votiamo, potete allearvi con chi volete, con Casini o, addirittura, con Renzi" e ancora: "Non ci può fermare nessuno, siete costretti a vincere. Anche se ce la mettete tutta per non farvi votare" - il gran finale Benigni lo dedica a Silvio Berlusconi, che resta uno dei suoi bersagli preferiti.

"Berlusconi ancora no, Berlusconi no, pietà", esordisce il comico, aggiungendo che "quando si è ripresentato, Alfano si è messo a piangere... Alfano, figurati noi". Poi scherza sul desiderio espresso dal Cavaliere di diventare Presidente della Repubblica, dicendo: "Sarebbe l'unico modo per vederlo in una caserma dei Carabinieri" e quindi parte con una serie di analogie con Dante. "Dante e Berlusconi un po' si somigliano: tutti e due ci hanno fatto vedere l'inferno", ma non solo, entrambi hanno avuto 'fede', con conseguenze decisamente diverse: "A Dante il fatto di avere fede lo ha portato vicino alla Madonna. A Berlusconi il fatto di avere Fede lo ha portato vicino a Regina Coeli".

Uno show che prova a smorzare, con l'ironia acuta e graffiante propria del comico toscano, giorni di polemiche al vetriolo, con Bersani che ancora ieri ha ribadito che il linguaggio di Grillo è "fascista" e che poi ha dato una stoccata pure a quello che, fino all'altro giorno, era indicato come un papabile alleato, l'UDC: "Provate a chiedermi chi sceglierei tra Vendola e Casini. Mi tengo Vendola". Il segretario del Pd ha infatti specificato che "ciascuno organizza il suo campo" e che "l'alleanza noi la facciamo con i partiti del centrosinistra che ci stanno a governare e Casini non è una forza di centrosinistra", pur precisando che la coalizione sarà aperta "a una proposta di legislatura con forze moderate e forze di centro, ma anche forze che vengono dalla società civile".

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