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Beppe Grillo a Bersaglio Mobile: "Renzi falso e cattivo, Bersani fregato da Letta. Uscire dall'euro è possibile"

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Un Beppe Grillo a tutto campo nell'intervista concessa ad Enrico Mentana per la puntata di Bersaglio Mobile in onda venerdì 21 marzo 2014: dall'incontro-scontro con Renzi al referendum sull'euro, dalla denuncia della trappola tesa a Bersani dal suo stesso partito alle bordate all'Unione Europea. Il leader del Movimento 5 Stelle è in piena campagna elettorale e si vede. Non è un caso che abbia accettato solo adesso di concedere un'intervista-fiume a La7, "senza rete" la definisce Enrico Mentana, che aveva espresso il desiderio di intervistarlo più di un anno fa.

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Dichiarazioni su cui "si è fantasticato" nell'ambiente giornalistico, spiega Mentana introducendo l'intervista. Il direttore del TgLa7 ci tiene a fare delle precisazioni: "Mercoledì pomeriggio ho chiamato Grillo al cellulare per chiedergli di essere ospite alla trasmissione, ci ha pensato e ha dato il suo assenso, ma per un'intervista in differita perchè non poteva essere a Roma. Oggi sono stato a Livorno da lui per registrare l'intervista senza nessuna condizione, ho fatto domende di ogni tipo, in pieno contraddittorio, senza alcun vincolo" spiega Mentana per disinnescare polemiche relative alla scelta del leader di concedere l'intervista a La7.

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Il giudizio sul neopremier Matteo Renzi è tranciante, nessun beneficio del dubbio per lui: "Renzi non riesco neanche più a prenderlo in giro, a chiamarlo l'ebetino di Firenze. E' spietato, è cattivo, mente sapendo di mentire, dice tutto e il contrario di tutto. Abbiamo capito il gioco". Grillo è tornato anche sul famoso incontro voluto dalla rete e trasmesso in streaming durante le consultazioni per la formazione del governo: "Sono andato lì non per non farlo parlare, ma lui un attimo prima di sedermi mi dice: 'non voglio nulla da te, nè voti nè fiducia, solo che ascolti quello che devo dirti' e questo suo snobismo mi ha dato fastidio. Io rappresentavo 9 milioni di persone, lui nessuno. Io non sono voluto rimanere a sentire il compitino di questo bambinone che saltella da un programma all'altro". Renzi però parla il linguaggio digitale e anticasta del Movimento 5 Stelle, sottolinea Mentana: "Non è un nostro concorrente: se la gente lo vota vuol dire che è un pase da recuperare. E' colpa anche dell'informazione e dei telegiornali" rilancia Grillo.

Il leader 5 Stelle ne ha anche per l'ex premier Enrico Letta e il Pd, partito che a suo dire avrebbe tramato contro il proprio segretario Pierluigi Bersani: il suo approdo a Palazzo Chigi era già deciso almeno un mese prima che Giorgio Napolitano assegnasse l'incarico di governo ("Lui è il responsabile di tutto questo sfacelo politico, un ottantenne che si è raddoppiato la carica dopo che aveva promesso di non farlo"). Grillo sostiene di avere le prove del fatto che Bersani è stato mandato allo sbaraglio dal Pd nelle famose consultazioni con i 5 Stelle, quando in realtà era già stabilito che Letta prendesse le redini della legislatura, una decisione in cui ci sarebbe lo zampino dalle diplomazie internazionli: "Bersani l'hanno mandato al macello sapendo che noi non facevamo alleanze e io ho le prove. Io e Casaleggio fummo invitati a pranzo dell'ambasciatore inglese e quando arrivammo ci disse 'c'è sopra Letta che vi aspetta'. Io dissi che non volevo incontrarlo. Questo succedeva prima che diventasse presidente del consiglio, prima di Gargamella e tutto il resto". Circostanza smentita, con versioni in parte discordanti, sia da Enrico Letta che dall'ambasciata britannica a Roma, dopo le dichiarazioni di Grillo anticipate nel TgLa7.

Durissimo con l'UE e gli organismi internazionali, Grillo contina a dare una connotazione antieuropeista al Movimento 5 stelle in vista delle elezioni europee: "Una parte del nostro debito è immorale. Facciamo come la Germania nel 1953, che ha pagato la metà dei debiti di guerra e poi con l'unificazione con Kohl ha pagato pochissimo. Pagheremo quello che potremo pagare, strappiamo il fiscal compact, che ci strozzerà per vent'anni". Il Movimento proporrà all'Europa "la revisione dei trattati, si può recedere unilateralmente", altrimenti "meglio uscire dall'Euro". Il referendum consultivo sulla moneta europea è previsto nel programma del Movimento 5 Stelle: "Prima vogliamo fare un referendum e poi uscire dalla moneta unica se non si rinegoziano le condizioni". L'Unione Europa, lungi dall'essere una comunità politica, per Grillo è "un'unione bancaria che rappresenta solo le economie forti e non quelle deboli".

Anche la trasferta di Renzi a Bruxelles secondo Grillo è stata solo un'operazione di facciata: "In Europa è stato preso per il culo" attacca il leader 5 Stelle, che definisce il premier "un pupazzo, è finto. Come fa a piacerti uno falso?". L'esito delle elezioni europee potrebbe condizionare anche lo scenario nazionale, Grillo punta a conquistare il 20%/25% dei consensi: "Se vinciamo le elezioni come primo partito, come si comporta la sinistra? - chiede Grillo - Noi abbiamo già vinto. Abbiamo messo una opposizione che non hanno mai visto là dentro". Grillo conferma che non si candiderebbe alla guida del governo: "Non faccio parte di quel mondo lì, non ho quella cultura nè la passione di vivere lì. Ma i vari Di Maio, Di Battista, Ruocco sì".

Sulle tensioni interne con i dissidenti, sfociate nelle espulsioni decise dalla rete e in quelle spontanee di colleghi solidali agli espulsi, Beppe Grillo nega ci sia un problema di democrazia interna al Movimento 5 Stelle: "E' la prima volta in europa che questi dissidenti vengono mandati via con tre gradi di giudizio: prima sfiduciati dalla base che li ha votati, poi dall'assemblea dei parlamentari e infine dalla rete. Io non li conosco, non mi permetto di mandare via nessuno". Grillo dichiara di adeguarsi alla maggioranza espressa dalla base del Movimento, come quando è stato "sbugiardato" sulla questione dell'abolizione del reato di clandestinità. Sul suo co-fondatore: "Casaleggio è timido, non è un uomo da palcoscenico come me. E' un manager, un organizzatore di strategie di rete, senza di lui il Movimento non sarebbe nato".

Beppe Grillo a Bersaglio Mobile: il video

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