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Beppe Grillo a Milano contro i politici: "Arrendetevi, siete circondati". Dario Fo sul palco con lui

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"In centomila a Piazza Duomo a Milano per il comizio del M5S", ha scritto Beppe Grillo sul suo blog dopo il comizio di ieri: ma se le cifre sono eccessive - la Questura parla di 30 mila persone - quello che resta indiscutibile è ancora una volta l'enorme quantità di gente che ha partecipato allo Tsunami Tour del comico ligure. Dopo il pienone a Torino, insomma, Grillo sembra aver conquistato un'altra grande metropoli del Nord, in attesa di 'calare' a Roma venerdì, per il comizio conclusivo della campagna elettorale del M5S in Piazza San Giovanni, 'scippata' al Pd di Pierluigi Bersani.

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Ma Piazza San Giovanni non è l'unica cosa che il comico ha soffiato alla sinistra. Come scrive oggi su Il Corriere Marco Imarisio, "per quel poco che conta, il nostro sondaggio artigianale su 40 elettori grillini in una piazza Duomo dove non c'era posto per uno spillo e per il dubbio contava 21 delusi Pd". Il terribile Beppe, insomma, sta rastrellendo voti dai partiti tradizionali, portando dalla sua parte, con i suoi proclami e i suoi discorsi contro la casta, i delusi, per l'appunto, ma anche i dolenti, gli arrabbiati e i giovani, che guardano al futuro con preoccupazione e disincanto crescente. E infatti oltre ai transfughi del Partito Democratico, il giornalista annovera anche "8 delusi Lega Nord, 5 del Pdl, e 6 debuttanti nell'urna".

Una folla "fatta di strati trasversali", come la descrive ancora Imarisio, che ha ascoltato Grillo lanciare il suo ultimatum contro i politici: "Arrendetevi, siete circondati dal popolo italiano" e poi - un po' Martin Luther King, un po' Barack Obama - parlare di "un sogno che stiamo condividendo" e di un comizio che "non è un comizio, è uno scambio di affetto che non c'è mai stato in Italia", fino all'invettiva-minaccia contro i politici: "Se ne de devono andare, se ne vadano finché sono in tempo".

Perché poi arriverà lo Tsunami. "Altro che redditometro", ha tuonato infatti il comico, "prima che andiate via vi faremo un politometro per misurare il patrimonio prima, durante e alla fine del regno politico e se i dati non coincidono la magistratura interverrà e ci prenderemo quello che si sono mangiati", ha promesso, continuando: "Abbiamo diritto a un risarcimento" e concludendo: "Questo paese lo cambiamo in due anni".

Parole forti (com'è nello stile del leader del M5S, del resto), riecheggiate niente meno che da Dario Fo (non Adriano Celentano, come a un certo punto si diceva), che guardando la folla davanti a lui ha detto: "Mi sembra di essere tornato indietro molti anni, alla fine della guerra. C'era una festa come questa, c'era tanta gente. C'era la certezza, non la speranza, che avremmo rovesciato tutto. Non ci siamo riusciti. Fatelo voi: ribaltate tutto". E a sentire il boato della piazza, sembrerebbe davvero che il fuoco della rivoluzione stia crepitando sotto la cenere.


L'ultimatum di Beppe Grillo ai politici: "Arrendetevi, siete circondati"

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