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Beppe Grillo a Porta a Porta, comizio-show senza plastico ma con selfie: "Vi dimostro che non sono Hitler"

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Una mossa politica e niente di più: Beppe Grillo ha messo le cose in chiaro fin da subito. Voleva il suo spazio per un comizio-show nel salotto più importante della tv e l'ha avuto. Emozionato per il ritorno in Rai ventun'anni dopo la sua ultima apparizione in diretta, ha girovagato un po' per lo studio prima di sedersi sulla poltroncina biana di Porta a Porta al pari degli altri leader politici che negli anni sono passati dal programma di Bruno Vespa, ma consapevole di suscitare un'attenzione del tutto straordinaria. Come gli altri Beppe Grillo è in cerca di voti e non lo nasconde: lo fa in un terreno che gli è congeniale come la tv ma di fronte ad un pubblico che non è quello delle piazze o della rete, che per anni ha conosciuto di lui e del suo movimento solo ciò che veniva raccontato dagli avversari politici o da giornalisti certo non indulgenti nei suoi confronti.

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La sua sfida è stata quella di mostrare il volto del Movimento 5 Stelle al di là degli stereotipi: "Sono qui per dimostrarvi che non sono né Hitler né Stalin come mi dipingono: abbiamo tolto la violenza dalle strade, abbiamo incanalato le forze incattivite in un movimento democratico, il fascismo non l'abbiamo inventato noi, e tu lo sai era tuo papà..." ha ironizzato con Vespa in una delle tante battute che hanno contornato l'intervista apparentemente surreale tra un giornalista poco avezzo a fare domande e un politico per niente abituato a rispondere. Se dalla piazza non ha paura di urlare e risultare "uno che grida", la partita che si gioca a Porta a Porta è diversa: "E' vero, sono arrabbiato, a volte esagero ma è una rabbia buona che ha unito in un sogno 10 milioni di italiani, non siamo andati in giro a far a botte con la polizia o a sfasciare le vetrine: posso aver sbagliato ma sono onesto intellettualmente" è l'argomento di Grillo per convincere il pubblico di Rai1 di non essere un pericoloso aspirante dittatore.

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Di fronte all'intervista dell'anno Bruno Vespa cerca di contenere l'irruenza di Grillo puntellando i suoi interventi con domande sul Fiscal Compact, sull'immigrazione, sui famosi 80 euro promessi da Renzi e definiti da Grillo niente più che "una mancia elettorale, sarebbe stata più decorosa la scarpa destra data prima del voto da Achille Lauro".

Quello in casa di Vespa è un Beppe Grillo a tratti più rassicurante, che però non tradisce la vena rivoluzionaria del Movimento 5 Stelle: spazzare via la classe politica a partire dal presidente Napolitano che non rappresenta più gli italiani, costringere il governo alle dimissioni qualora l'M5S vincesse le Europee ("Questo è un voto politico, o noi o loro, bisogna scegliere decidere tra chi è sincero e chi non lo è") e quell'idea inquietante di processare online politici, giornalisti e imprenditori. D'altronde quella a Porta a Porta non è un'intervista ma un comizio, il comico lo spiega con una battuta: "Sono qui in comizio, non venivo mica qui a farmi intervistare da te: se mi avessero detto vent'anni fa che venivo a farmi intervistare da te avrei sporto querela".

Tra un siparietto e l'altro ("Bevi, rilassati", gli dice un Vespa sornione; "Non ci riesco con te davanti" ribatte Grillo) il comico fa sfoggio del suo repertorio, arrichito dalle recenti vicende di corruzione che avallano le tesi del Movimento 5 Stelle: "Siamo dentro un’associazione a delinquere di stampo legale: destra e sinistra si sono spartiti il Paese (...) L’Expo è una rapina, tutte le aziende sono colluse con la mafia, quasi tutte. E non puoi dire lasciamole rapinare se no i rapinatori perdono il lavoro". Per gli avversari non c'è scampo: "Renzi l'abetino è già finito" secondo Grilo, mentre Berlusconi che promette dentiere ai vecchietti ormai "non crede nemmeno più alle balle che dice, almeno una volta ci credeva". La vivisezione per Dudù? L'ennesima battuta usata contro di lui: "Berlusconi accusa me di voler uccidere i cani, ma lui ha una società collegata con la Glaxo, dove fanno sperimentazione animale".

In studio non c'è spazio per il "plasticone" che Grillo ha portato negli studi di via Teulada e che tante polemiche ha suscitato prima della puntata: una miniatura del "castello di Lerici in cui ci sono anche delle segrete da cui spuntano politici, imprenditori e giornalisti". Dentro, inevitabilmente, c'è anche Bruno Vespa. Ma ad impazzare in rete è soprattutto il selfie postato sul profilo Twitter di Beppe Grillo poco prima della messa in onda: il comico e 'l'insetto' da cui voleva salvare la Rai, insieme, sorridenti, per far cadere l'ennesimo tabù. D'altronde il suo scopo Beppe Grillo l'ha raggiunto: ha parlato ad un pubblico che gli era finora estraneo se non decisamente ostile, senza nulla da perdere e con tutto da guadagnare. "Siamo già primi, i nostri sondaggi sono al 92%" assicura ironico Grillo, annunciando una "marcia trionfale" del Movimento 5 Stelle e dando appuntamento il 23 in piazza San Giovanni: "Lì vedremo se perdiamo le elezioni".

Beppe Grillo a Porta a Porta lunedì 19 maggio 2014: video dell'intervista

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