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Beppe Grillo a Roma: "Golpettino furbo". Salta il comizio a Piazza Santi Apostoli

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Update ore 18.00
Dopo l'annullamento del comizio a Piazza Santi Apostoli e la notizia che Beppe Grillo ha lasciato Roma, i manifestanti del M5S hanno avuto l'ok dalla Digos per un corteo verso il Colosseo, guidato dai parlamentari del Movimento. L'iniziativa è stata applaudita dallo stesso leader dei pentastellati, che su La Cosa ha detto: "Se è una cosa pacifica, una passeggiata, si fa perché Roma è splendida. Ma senza fare manifestazioni che possono degenerare".

Il giorno dopo la rielezione di Giorgio Napolitano a Presidente della Repubblica, è Beppe Grillo day, anche se il previsto comizio di Piazza Santi Apostoli è saltato all'ultimo minuto per colpa - a quanto pare - dei media. "Nonostante una conferenza stampa di due ore, sono stato assalito dai giornalisti, che mi hanno impedito il passaggio, e non ho potuto incontrare i cittadini", è stato il laconico comunicato dell'ex comico su La Cosa. Il leader del Movimento 5 Stelle, infatti, non è riuscito a entrare nella piazza, stracolma, allora è salito sulla sua auto e ha gridato: "Arrendetevi", quindi se n'è andato. In base a quanto riportato dal portavoce del M5S, Vito Crimi, a sbarrargli il passo è stata la Digos, "per ragioni di ordine pubblico", dal momento che lo spazio non era adatto a contenere la grande folla raduntasi.

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Poco dopo le 12, comunque, Grillo ha tenuto un incontro con i giornalisti che per toni e contenuti è stato a tutti gli effetti un comizio, che alla fine si può dire che in qualche modo sostituisce sia quello (saltato) di sabato davanti a Montecitorio - "Ieri sera potevo venire, ma avevo paura che la mia presenza potesse favorire la violenza. Io non voglio entrare in questi giri", ha spiegato l'ex comico - che quello di oggi. Durante la conferenza stampa alla Città dell'altra economia, a Testaccio, dunque, Grillo ha parlato di quanto accaduto in questi giorni e ha spiegato le ragioni e la posizione (presente e futura) del M5S.

"Ieri ho detto 'golpe', ma intendevo 'golpettino istituzionale furbo'", ha esordito il leader dei pentastellati, per poi ribadire la contrarietà del Movimento al Napolitano bis, spiegando che "quattro persone: Bersani, Berlusconi, Monti e Napolitano" si sono riunite "nella massima trasparenza" e hanno deciso che "il settennato andava rinnovato". "Neanche Chavez è stato presidente per 14 anni", ha ironizzato Grillo, aggiungendo che quando lui, Vito Crimi e Roberta Lombardi hanno incontrato il Capo dello Stato hanno visto "un signore molto stanco", che alla richiesta di affidare l'incarico di governo al Movimento ha risposto: "Non avete i numeri". Come a dire: nessuna preclusione, solo una questione 'burocratica'.

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Il leader del M5S ha poi attaccato duramente Pierluigi Bersani, criticandolo per la scelta di "fare scouting" tra i grillini, in cerca di voti, anziché tentare di "governare insieme": in quel caso, ha detto Grillo, "ci avremmo pensato. Potevamo cambiare insieme la legge elettorale, in mezza giornata, o eliminare i rimborsi elettorali". E invece niente: "Stanno rubando un altro anno di tempo al Paese. Ma se il governo sarà sull'agenda Monti, e così sarà, non durerà", ha promesso l'ex comico, che alla fine ha comunque ammesso: "A me di Bersani dispiace, non gioisco del fatto che il Pd si sia spaccato".

Per quanto riguarda il governissimo, ad ogni modo, la posizione del Movimento è netta: "Se i candidati sono Amato o Letta, non ci sarà nessuno spazio per collaborare", ha detto Lombardi, con Grillo che ha aggiunto: "Ci metteremo all'opposizione e voteremo le cose giuste se sono nel nostro programma" e poi si è tolto un sassolino dalla scarpa: "La cosa più ingiusta è dire che noi siamo gli artefici di questo casino, quando loro hanno inciuciato per più di 20 anni".

Il leader dei 5 Stelle ha quindi concluso promettendo: "Non dirò più parolacce, siamo ghandiani ma no coglioni..." e osservando: "Siamo seduti su una polveriera" e "la gente ci parla dei fucili e noi stiamo calmando gli animi. In francia c'è Le Pen, in Grecia c'è Alba Dorata. Qui ci siamo noi, i grillini".


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