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Beppe Grillo ai parlamentari 5 Stelle: "Inciucio Pd-Pdl? La gente prenderà i bastoni"

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Cinque ore di confronto blindato, nessuna traccia di dirette streaming e la conferma dell'unità del Movimento: questi gli ingredienti del vertice tra Beppe Grillo e i parlamentari 5 Stelle. Un incontro in un luogo che sarebbe dovuto rimanere segreto e che ha spinto i cronisti a caccia dello scoop a rincorrere il pullman con i grillini a bordo pur di raggiungere la destinazione top secret.

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Il vertice si è tenuto "Villa Valente, ristorante La Quiete", in località Tragliata, frazione di Fiumicino: giornalisti bloccati all'ingresso e saluti calorosi tra i parlamentari e il leader. E' iniziato così il lungo confronto che ha visto per la prima volta i neoeletti deputati e senatori a colloquio con l'uomo simbolo del Movimento. Con lo scopo di galvanizzare il gruppo e ricompattarlo intorno al programma, perchè lo stallo politico non deve logorare il Movimento 5 Stelle.

Grillo ha parlato ai suoi raccontando l'incontro con il presidente della Repubblica e spiegando che il Movimento giocherà la sua partita nell'elezione del nuovo Capo dello stato: "Ho detto a Napolitano di darci l'incarico e poi faremo un nome. Ora il nome è il movimento. Dobbiamo arrivare calmi e sereni all'elezione del presidente della Repubblica, che sarà molto diverso da questo". Nessun nome trapela, ma l'intenzione dei 5 Stelle è quella di influenzare la prossima scelta del rappresentante del Quirinale.

Sul tema più scottante, quello delle alleanze di governo, Grillo invita i suoi a non cadere nei tranelli dei partiti tradizionali. E a chi gli chiede se l'ostruzionismo del Movimento non rischia di fornire un pretesto ai partiti per fare un governissimo, risponde così: "L'hanno già fatto da un mese. No, non gli stiamo fornendo nessun pretesto". E spiega che se si verificherà "l'inciucio" delle larghe intese tra Pd e Pdl "la gente, che è stufa, prenderà i bastoni".

La questione dei dissidenti è ridimensionata dalle stesse parole di Grillo, che derubrica come fisiologici eventuali pareri fuori dal coro: "Non mi aspettavo totale condivisione nel Movimento. E' legittimo che qualcuno la pensi in modo diverso, ma non siamo noi che ci stiamo dividendo, sono gli altri". D'altronde oggi erano assenti una ventina di deputati, tra cui alcuni degli stessi dissidenti che negli ultimi giorni hanno mostrato insofferenza per la linea ortodossa del Movimento e hanno proposto di valutare l'ipotesi di un dialogo col Pd, come il siciliano Tommaso Currò ("Non sono uno schiacciabottoni per conto terzi" aveva dichiarato).

Unico richiamo di Grillo ai suoi è quello sulla gestione della comunicazione sui social network, che potrebbero diventare un'arma nelle mani degli avversari: "Non pubblicate sui social network cose della vostra vita privata, ma solo dell'attività parlamentare. Abbiamo a che fare con gente incredibile: fanno dossier di tutti i tipi", come quello sulle "tredici ville in Costa Rica" attribuite allo stesso Grillo, ragion per cui "d'ora in poi sul blog parleremo solo di programmi". Al termine del vertice i grillini si concedono ai giornalisti, ma sul problema dei dissidenti glissano abilmente: "Se esistono, chiedete direttamente a loro!".

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