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Beppe Grillo alla Camera su diaria e rimborsi: "Vaffa ai soldi". Black list per chi non restituisce

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Giorno storico per Beppe Grillo: il comico entra la prima volta entra a Montecitorio, "da abusivo" come ha dichiarato in tono ironico. L'occasione è un'assemblea straordinaria con i parlamentatri 5 Stelle per discutere della questione stipendio, diaria e rimborsi. Arrivato nel pomeriggio di giovedì 9 maggio 2013, Grillo ha fatto il suo ingresso nel palazzo di via della Missione 8 ("Io in Parlamento? Entro da un ingresso secondario. Sarò sempre un abusivo" ha dichiarato), poi scambia qualche battuta con i cronisti: "L'apriscatole? Il Parlamento l'abbiamo aperto ma c'è tutto un groviglio che non si capisce niente" dice il leader, per poi glissare sull'argomento diaria.

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Il tasto dolente lo affronta in riunione alla Camera con i cittadini eletti 5 Stelle, incontro documentato con una diretta via Twitter sull'account ufficiiale di Grillo. In sostanza si dicute di soldi: quali e quanti tenere, quali e quanti lasciare nelle casse dello Stato. E Beppe Grillo non usa mezzi termini, usa il solito "vaffa", striglia i suoi e annuncia una black list per chi terrà i rimborsi: "Fanculo i soldi! Se avete firmato qualcosa, dovete rispettarlo". La riunione è stata convocata dopo il "referendum" sulla diaria in cui il 48% dei parlamentari grillini ha votato a favore della restituzione "secondo coscienza", considerando che ciascun parlamentare ha delle esigenze diverse in relazione a reddito e carichi familiari.

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Una linea, quella prevalente tra gli eletti, che ha trovato ferma opposizione da parte di Grillo: "Non si fa la cresta su ciò che non è rendicontato, metteremo nomi e cognomi di chi vuol tenersi i soldi", ha annunciato a deputati e senatori. Il leader ha ricordato poi il caso di Antonio Venturino, il vicepresidente dell'Assemblea regionale siciliana espulso dal Movimento proprio per essersi rifiutato di rendicontare quanto percepito e resitituire i rimborsi eccedenti: "Si tiene i soldi, è un pezzo di m...", ha tuonato.

Il leader ha di fatto invitato anche ad una inversione di tendenza sul fronte della comunicazione. Pur nel rispetto del Codice di comportamento degli eletti 5 stelle, Grillo ha spinto i suoi a comunicare con le persone usando ogni messo, a spiegare i punti del programma 5 Stelle, a dialogare con l'opinione pubblica che finalmente sta mostrando una voglia di cambiamento: "Fermatevi per la strada a rispondere ai giornalisti - ha detto ai suoi - Loro agiscono con le menzogne, noi reagiremo con rispetto e verità". E perfino la televisione non sembra essere più un tabù: "Purché non siano talk show, andate in tv a spiegare ai cittadini le nostre idee".

Non mancano considerazioni durissime sull'esecutivo di larghe intese, secondo Grillo destinato a fallire, e sul Pd che non ha mai davvero avuto intenzione di governare con i 5 Stelle: "Il governo non regge. L'opinione pubblica sta cambiando. Cercano di dimostrare che siamo come gli altri - ha detto Grillo - Il Pd non cercava alleanza, cercava voti per fare il governo senza il M5S". L'opposizione del Movimento in Parlamento deve basarsi sui 20 punti del programma: "Referendum propositivi, senza quorum, e leggi di iniziativa popolare" devono essere le battaglie principali degli eletti. Poi una battuta per descrivere la realtà 5 Stelle e smorzare un po' i toni: "Noi non siamo un'automobile migliore, siamo un nuovo mezzo di trasporto: siamo il teletrasporto".

E per la serie "non tutte le battute riescono", rispondendo ai cronisti che chiedevano un commento sull'incidente al porto di Genova, Grillo è anche incappato in una gaffe: "Si è già detto tutto, non lo so... son cose, son tragedie. Siamo già qua e già è una tragedia questa... vogliamo aggiungercene un'altra?". Ecco il video.

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Le prime parole di Grillo alla camera from Europa Quotidiano on Vimeo.

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