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Beppe Grillo attacca Equitalia

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Dibattiti, polemiche e condanne unanimi delle forze politiche sulle ultime dichiarazioni di Beppe Grillo, che attacca senza mezzi termini l'ente di riscossione: "Condannare non basta, Equitalia è il terrore degli italiani".

Il leader del movimento a 5 stelle invita i cittadini e le forze politiche ad analizzare e capire le ragioni della violenza e degli ultimi attentati dinamitardi verso le sedi nazionali di Equitalia: “Se Equitalia è diventata un bersaglio, bisognerebbe capirne le ragioni oltre che condannare le violenze. Un avviso di pagamento di Equitalia è diventato il terrore di ogni italiano. Se non paga l'ingiunzione “'entro e non oltre” non sa più cosa può succedergli. Non c'è umanità in tutto questo e neppure buon senso".

Il comico genovese prende chiaramente le distanze dagli attentatori , ma invita il premier Monti a rivedere "immediatamente il funzionamento di Equitalia. Se non ci riesce la chiuda. Nessuno ne sentirà la mancanza".
Conclude con una battuta al veleno, che scatena le ira della società civile e del mondo politico: "continuano gli attentati contro gli uffici di Equitalia, nelle ultime ore sono avvenuti a Foggia e Modena. Si può dire tranquillamente che stiano per sostituire i tradizionali botti di San Silvestro con la differenza però che durano tutto l'anno".

La Rete si divide. Molti condannano ma altri si rivedono nelle parole del comico genovese, denunciando un "regime di illegalità in cui Equitalia si muove".

Non si fa attendere la veemente difesa di Attilio Befera, presidente di Equitalia, che condanna senza temini il leader del movimento a cinque stelle: “In un momento di difficoltà bisognerebbe avere tutti il massimo senso di responsabilità e occorrerebbe difendere gli uomini che fanno il loro dovere al servizio della collettività. Questa volta la battuta non fa ridere nessuno”.

Critiche anche dagli schieramenti politici, che deplorano le dichiarazioni di Beppe Grillo, lasciando spunti per discussioni sulle modalità di riscossione di Equitalia.

Dalle file del Pd, interviene Debora Serracchiani, che giudica "estremamente pericoloso associare gli attentati alle sedi di Equitalia a un giudizio di disumanità nei confronti del sistema esattoriale. C’è sicuramente più di una riflessione da fare su Equitalia ad esempio sui tassi di interesse raggiunti dalle cartelle esattoriali, sulla messa all’asta delle prime case o sull’impossibilità per le imprese di compensare debiti e crediti con lo Stato. Ma da qui ad accreditare in modo strisciante il concetto che gli attentati dinamitardi siano un fenomeno da capire corre la stessa distanza che c’è tra la protesta civile e il lancio delle molotov".

Daniele Capezzone, portavoce del Pdl, riccara la dose: "Sono stato tra i primi esponenti politici a chiedere a più riprese una modifica dei poteri concessi a Equitalia e continuo a credere che la lotta all’evasione fiscale abbia bisogno di strumenti liberali e non di mezzi illiberali (come purtroppo accade in Italia con pignoramenti, sequestri e ipoteche). L’ho detto e lo ribadisco. Ma, detto questo, Grillo scherza col fuoco".

Anche l' Udc non risparmia critiche: "E' inaccettabile l’idea di Grillo di comprendere le ragioni di chi non ha alcuna ragione. Sulle modalità operative di Equitalia più volte abbiamo avanzato proposte di modifiche, ma è vergognoso mettere quasi sullo stesso piano Equitalia con coloro che progettato attentati alle sue sedi".

La sensazione è che Beppe Grillo tocchi un nervo scoperto della società civile, che in gran parte condanna i suoi interventi, ma vede ancora con sospetto l'opera di Equitalia, invitando le parti politiche e sociali a ridiscutere le modalità di riscossione statale.

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