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Beppe Grillo: "CasaPound nel M5S? Perché no"

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In campagna elettorale può capitare di vedere di tutto: da un Monti 2.0, twittatore consumato, a un Berlusconi gigione e disteso, che dopo quasi vent'anni va ospite da Michele Santoro e gli tiene testa (quasi) fino all'ultimo, (quasi) senza scivolare nella rissa e nel trash. Ma Beppe Grillo che tende una mano a CasaPound oggettivamente va oltre qualsiasi previsione. Soprattutto dopo la filippica contro "i nazisti in Parlamento" e l'avvento delle "Albe Dorate". E invece, ieri sera, è successo anche questo.

Beppe Grillo apre a CasaPound: il video dell'incontro al Viminale

Teatro dell'episodio lo spazio antistante il Viminale, dove il comico ligure si è accampato per avere un posto in prima fila per la presentazione del simbolo elettorale del M5S. Nel serpentone che si allunga a vista d'occhio ci sono anche i rappresentanti di CasaPound e il candidato del movimento alla Regione Lazio, Simone Di Stefano, decide di fare alcune domande a Grillo: del resto, il tempo "ha da passare" e il comico notoriamente è uno che non si tira indietro dai confronti. Così, sotto l'occhio di una telecamera amatoriale, Di Stefano prima introduce se stesso e poi va a parlare al leader del M5S.

Il giovane militante va dritto al punto: "I ragazzi di CasaPound del Lazio vogliono sapere se sei antifascista", ma Grillo non si scompone e risponde: "Questo è un problema che non mi compete. Questo è un movimento ecumenico. Se un ragazzo di CasaPound vuole entrare nel Movimento 5 Stelle e ha i requisiti, può farlo", aggiungendo: "Più o meno avete delle idee che sono condivisibili. Certe di più, altre di meno. Questa è democrazia". Un'apertura che se da un lato poggia su concetti teorici coerenti alla natura del M5S, dall'altro stupisce invece per la dura presa di posizione di qualche tempo fa di Grillo nei confronti della nuova destra. "Se non ci fanno entrare, a quel punto arrivano le Albe Dorate, gente che emula Hitler, entrano i nazisti in Parlamento con il passo dell'oca: sta tornando la destra che non discute, se arriva Hitler vagli a parlare del comma 5", aveva dichiarato non più di un mese fa il comico, in occasione del Firma Day.

Beppe Grillo al Firma Day: "Senza M5S, nazisti in Parlamento"

Tra Grillo e Di Stefano, invece, il dialogo è cordiale e disteso e sembra quasi di assistere a una chiacchierata tra esponenti della stessa corrente di pensiero (come ammetterà alla fine lo stesso comico). I due infatti scherzano sulle rispettive denunce - "Ne ho 84, là ci sono i miei due avvocati che mi aspettano", dice il comico - e poi parlano di economia, con Grillo che conviene: "Ma guarda, se leggete il programma non possiamo non essere d'accordo sui concetti di fare una banca di Stato, di fare credito alla piccola e media impresa, di fare un reddito di cittadinanza". E quando Di Stefano prende le distanze da Alba Dorata, il comico assentisce, affermando: "C'è una violenza che sta per esplodere. Lo Stato deve prendersi in mano l'energia, non le multinazionali. Questo non ti definisce una persona di destra o di sinistra, ti definisce una persona di buonsenso, che ragiona".

La definizione trova d'accordo Di Stefano, che sintetizza: "Se la differenza è tra chi lo vuole lo stato e chi non lo vuole, allora ci siamo noi contro tutti", con Grillo che approva a conclude: "Noi siamo la controparte strutturale del Palazzo: sto parlando con te che sei un esponente di estrema destra, ma sembri un delegato del Movimento Cinque Stelle". Insomma, una 'chiacchierata' che preclude a qualcos'altro? Non si sa e nulla è detto: del resto democrazia è proprio questo, uno scambio civile di idee e opinioni, senza necessariamente buttarla in rissa. O peggio. Però fa specie la facilità con la quale Grillo sembra avere 'dimenticato' alcune sue affermazioni durissime di qualche tempo fa. Anzi, forse più ancora il fatto che il comico lancia invettive pesanti come macigni, smentendole poi nei fatti, dimostrando di essere meno 'estremista' di quanto vorrebbe far credere. Pericolosa deriva o opportunità? Chissà, solo il tempo potrà dirlo...

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