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Beppe Grillo confessa ai parlamentari 5 Stelle: "L'impeachment per Napolitano? E' finzione politica"

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di Claudia Gagliardi

Il Movimento 5 Stelle non chiederà l'impeachment per il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano: il motivo lo ha spiegato lo stesso Beppe Grillo durante l'incontro di ieri in un'Aula della Camera con gli eletti, una riunione a porte chiuse di cui Il Fatto Quotidiano ha pubblicato oggi la trascrizione completa. Mentre ai microfoni dei cronisti il leader invocava la messa in stato d'accusa per il Capo dello Stato, parlando ai suoi spiegava che quella manovra non è altro che una "finzione politica", un gesto che serve "per far capire da che parte stiamo".

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"Non dobbiamo vergognarci di essere populisti", dice Beppe Grillo ai parlamentari 5 Stelle, assicurando di essere pronto a sostenerli e promettendo che sarà più presente insieme a Casaleggio, rimasto a Milano per problemi di salute. Ma spiega chiaramente che quello dell'impeachment per Napolitano è solo un atto simbolico che non troverà applicazione: "Non possiamo dire che ha tradito la Costituzione, però diamo una direttiva precisa contro una persona che non rappresenta più la totalità degli italiani. Noi siamo la pancia della gente" ha spiegato Grillo secondo quanto riportato dal Fatto Quotidiano.

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Un incontro tutto sommato tranquillo, con Grillo che mette da parte i toni da comizi e si rivolge in modo pacato ai suoi eletti, ma il leader mostra comunque fermezza nel bollare come deleteria la vicenda dell'emendamento sulla cancellazione del reato di immigrazione presentato tre settimane fa dai senatori Cioffi e Buccarella. A quell'iniziativa era seguito un durissimo post di critica nel metodo e nel merito, spiegando che la cancellazione del reato di clandestinità non è nel programma 5 Stelle e che con quella proposta il Movimento non avrebbe certo preso il 25% dei voti alle ultime elezioni. Un concetto ribadito a gran voce da Grillo: "Con la presentazione dell’emendamento per abolire il reato di immigrazione clandestina abbiamo perso voti a iosa. Il post del blog, forse un po' duro, siamo stati costretti a farlo".

Grillo fa intendere che l'elettorato 5 stelle ha bisogno di "situazioni chiare". Per questo conferma quanto affermato in quel duro post che gli costò critiche aspre anche da parte di commentatori ritenuti "amici" come i giornalisti del Fatto Quotidiano, con relativo strascico di polemiche al veleno: "Abbiamo raddrizzato la situazione, siamo stati violenti per far capire alla gente. Se andiamo verso una deriva a sinistra siamo rovinati". E mette le cose in chiaro per il futuro: "Questa cosa non deve più accadere. C’è stato un errore di comunicazione. È brutto. Perché l’emendamento è stato un mese lì e non ne sapevamo nulla. Io posso darvi un parere, ma non devo decidere io. Però avreste dovuto avvisare".

A chi fa notare che i tempi dei lavori parlamentari sono spesso serrati e richiedono decisioni veloci, Grillo ricorda che l'istituto della partecipazione diretta per gli iscritti prevede il voto in rete per tutte quelle quetioni non contenute nel programma elettorale. Come per la riforma della Bossi-Fini, anche per lo Ius Soli deciderà la maggioranza con una consultazione in rete: "Vorrei che fossimo uniti. Stanno sfruttando il tema per fini elettorali. Siamo tutti convinti che lo ius soli vada bene, ma con certi paletti". Ma sulla questione delle procedure cresce il malcontento e Grillo raccoglie le critiche dei suoi, che gli fanno notare di non poter attendere ogni volta l'investitura del blog per poter agire. Così come si rivendica la necessità di portare in Parlamento di volta in volta provvedimenti di buon senso che si presentano come necessari, anche se non previsti dal programma, perchè certamente la piattaforma del Movimento non può essere onnicomprensiva e prevedere una soluzione per ciascuna esigenza: "Io lo so cosa vi ha dato fastidio, la frasetta dell’articolo dove si diceva che con posizioni come quella sull’immigrazione avremmo preso risultati da prefisso telefonico - ha detto Grillo prendendo di petto la situazione - Lo so, ma dovete capire che il Movimento sono 9 milioni di persone che ci hanno votato". Insomma, la legge della maggioranza deve vigere sempre.

L'incontro tra Grillo e i parlamentari si conclude comunque all'insegna della fiducia e dell'apprezzamento per il lavoro svolto nelle difficili condizioni di questi mesi: "Avete fatto un miracolo. Pensate al futuro adesso, questi politici sono finiti - ha detto Grillo, annunciando novità in vista delle elezioni europee e delle amministrative in Basilicata - Faremo firmare una cosa che se cambi il partito paghi una penale". E promette un sostegno maggiore nei prossimi mesi: "Adesso io e Casaleggio scenderemo più spesso, perché bisogna alzare delle barriere di protezione. Tutti cercano di salire sul nostro carro. Non possiamo permettere di farci corrodere il lavoro".

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