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Beppe Grillo contro le ospitate a Ballarò: "Il talk tv ti uccide"

Fino a poche ore fa Federica Salsi era semplicemente una storica attivista del Movimento 5 Stelle, consigliere comunale a Bologna, nemmeno tra i più noti esponenti del fenomeno grillino. Le è bastata una sola ospitata a Ballarò per assurgere agli onori delle cronache e soprattutto per attirarsi le invettive del portavoce dei 5 stelle, Beppe Grillo. Si sa che per lui la tv è un nervo scoperto: la linea del Movimento è chiaramente contraria alle apparizioni nei talk show televisivi e il leader non perde occasione per specificarlo.

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Stavolta, dopo il successo alle elezioni regionali siciliane, Grillo è tornato alla carica per sconfessare qualunque velleità presenzialista dei suoi. Senza fare nomi e cognomi, ma il riferimento alla consigliera comunale ospite di Ballarò è evidente. Grillo ha emanato un nuovo diktat dalle pagine del suo blog: il post, lungo e ficcante, si intitola "Il talk show ti uccide, digli di smettere" ed è accompagnato da un'immagine piuttosto eloquente. Una specie di raccomandazione per liberarsi dalla dipendenza da video, utilizzando la metafora sessuale della fantomatica zona erogena femminile ricercata dai sessuologi di tutto il mondo. Grillo è sicuro di averla trovata.

"Il punto G - scrive il comico sul suo blog – quello che ti dà l’orgasmo nei salotti dei talk show. L’atteso quarto d’ora di celebrità di Andy Warhol. A casa gli amici, i parenti applaudono commossi nel condividere l’emozione di un’effimera celebrità, sorridenti, beati della tua giusta e finalmente raggiunta visibilità". Più che un rimprovero, una vera e propria stilettata a chi pensa di affollare i salotti mediatici: "Seduto in poltroncine a schiera, accomunato ai falsari della verità, agli imbonitori di partito, ai diffamatori di professione, devastato dagli applausi a comando di claque prezzolate. Soggetto, bersaglio consapevole ben pettinato alla bisogna che porge il lato migliore del proprio profilo alla morbosa attenzione di cameraman che ti inquadrano implacabili se annuisci quando enuncia le sue soluzioni un qualunquemente stronzo".

Secondo Grillo le apparizioni nei talk tv fanno il gioco della politica tradizionale, tanto che lo stesso comico ha rifiutato diversi inviti, come quello dell'amico Michele Santoro a Servizio pubblico, mentre attivisti come Giovanni Favia sono stati oggetto di commenti al vetriolo per la tendenza a mostrarsi (troppo e male) in tv. A beneficiare della presenza dei 5 Stelle nei talk, sostiene Grillo, non è certo il Movimento: "Lo share del programma aumenta, tutto merito tuo, trattato e esibito come un trofeo, come un alieno, una bestia rara e, contemporaneamente diminuisce il consenso per il Movimento a cui appartieni o dici di appartenere. Chi non conosce nulla del MoVimento e segue il talk show, dopo il morbido e avvolgente abbraccio televisivo al quale ti sei consegnato volontariamente (con voluttà?) opta per il meno peggio e quello non sei mai tu, ma è sempre un altro, quello che sa vendere le sue menzogne (è il suo mestiere), che ha parlato per un'ora mai interrotto da chi gestisce il talk show, quello che nessuno ha mai contraddetto".

Nessuno pensi di usare il canale televisivo per promuovere la causa del Movimento, o meglio, per promuovere se stessi usando il simbolo 5 Stelle: si tratta di un punto cruciale della strategia comunicativa grillina. La precisazione arriva a solo 2 giorni dalle raccomandazioni pubblicate dal comico e rivolte ad attivisti e giornalisti: una serie di regole, accompagnate da un vocabolario ben preciso, da utilizzare negli articoli e nei servizi che parlano del Movimento in vista delle elezioni politiche. Una trovata che aveva suscitato il commento ironico di Crozza nella stessa puntata di Ballarò finita al centro delle acuse di Grillo.

"Attoniti - continua Grillo sul suo blog - gli attivisti, vedono i voti guadagnati con fatica nei banchetti nei fine settimana volare nel vento, fluire in un secchio bucato, e pensano ai mille video caricati sulla rete, alle dirette streaming tenute in piedi a forza di volontà per mancanza di connessione, conoscono sulla loro pelle la difficoltà di spiegare a persone ormai deluse e incredule che il movimento 5 stelle è altro dai partiti, che non prende rimborsi elettorali, che taglia gli stipendi degli eletti, che non partecipa alle elezioni provinciali per coerenza, che vuole il rispetto dell’esito dei referendum, eccetera, eccetera". Poi l'amara conclusione: "A volte non ci resta che piangere". Nessun commento da parte di Federica Salsi, che peraltro era già stata ospite di Piazzapulita ed Agorà. Oserà ancora tornare in tv?

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