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Beppe Grillo lancia la caccia ai giornalisti critici sul Movimento 5 Stelle: "Segnalateli sul blog". Fo si dissocia

  • beppegrillo.it

di Claudia Gagliardi

L'ultima crociata di Beppe Grillo contro la stampa italiana ha tutte le sembianze di una caccia al giornalista, una black list in via di costruzione che il leader del Movimento 5 Stelle vuole realizzare chiamando a racccolta elettori e simpatizzanti: l'operazione è partita come sempre dal suo blog di Grillo, con un post che inaugura una nuova rubrica tutta dedicata all'informazione. L'invito a militanti e sostenitoi del Movimento è a segnalare articoli particolarmente critici nei confronti dei 5 Stelle.

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Certo non è la prima volta che Grillo attacca la "stampa di regime", come la chiama lui. Se l'era presa perfino con Il Fatto Quotidiano di Antonio Padellaro e Marco Travaglio, che pure è da sempre tacciato di essere filo-grillino (per usare un eufemismo), per non parlare di Andrea Scanzi, definito suo malgrado "grillologo" (dai detrattori e non solo) ma di recente accusato di calunnie nei confronti del co-fondatore Casaleggio. Stavolta Grillo sembra voler lanciare un'operazione sistematica, un invito a creare delle liste di proscrizione col contributo di tutti i militanti 5 Stelle.

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La prima segnalazione la fa lo stesso Grillo nel post: si tratta di Maria Novella Oppo, giornalista dell'Unità, finita nel mirino del leader che la attacca sul piano personale. "Si vanta di lavorare all'Unità dalla fine del '73. Da allora non ha mai avuto un altro lavoro ed è mantenuta dai contribuenti da 40 anni grazie ai finanziamenti pubblici all'editoria che il Movimento 5 stelle vuole abolire subito" scrive Grillo sul sito. L'accusa per la cronista è lapidaria: "La Oppo appena può diffama pubblicamente il M5S. Per esempio sulla protesta di ieri alla Camera: 'Ogni giorno una pagliacciata dei grillini [...] Fanno casino [...] Dimostrano di non saper fare e di non aver fatto niente per il popolo italiano [...] Inscenano gazzarre [...] Sono succubi di Berlusconi'" continua Grillo citando altri stralci di articoli della Oppa e invitanto i lettori del blog a fare altrettanto con altri giornalisti, a segnalare gli articoli "stile Oppo per la nuova rubrica del blog: 'giornalista del giorno'".

Il post di Grillo ha scatenato una serie di reazioni da parte di esponenti delle istituzioni, rappresentanti della categoria ed anche sostenitori o cittadini eletti nel Movimento 5 Stelle. Il premier Letta ha commentato la caccia alle streghe di Grillo con un tweet di solidarietà alla giornalista, mentre la presidente della Camera Laura Boldrini ha definito "preoccupante e pericoloso stilare liste di proscrizione dei giornalisti sgraditi e sottoporli alla gogna digitale, versione 2.0 dei pestaggi di un tempo. E' grave che Grillo non voglia riconoscere ad altri il diritto di critica che il suo movimento pratica con ogni modalità nelle aule parlamentari".

La nuova trovata di Beppe Grillo incontra anche il fuoco amico di un sostenitore come Dario Fo, che meno di una settimana fa è salito sul palco del terzo V Day a Genova, così come di alcuni dissidenti all'interno del Movimento. "Un giornalista fa il suo mestiere. Non sono d'accordo con quello che scrive la Oppo, ma queste cose non mi piacciono, non è così che bisogna procedere. Che poi, una volta segnalato il giornalista sgradito che concludi?" ha commentato il senatore dissidente Luis Orellana, sottolineando che per l'ennesima volta Grillo ha agito senza preoccuparsi di consultare i suoi parlamentari. Anche il Premio Nobel si è dissociato dai modi del leader: "Di certo non è il mio linguaggio e credo non l'abbia scritto neanche Grillo - ha detto intervistato da Europa.it - Dev'essere qualcuno che lavora nella comunicazione. Non mi piace. Non accetto un linguaggio di questo genere. Non bisogna scendere alla brutalità dei giornalisti. Io non sono d'accordo sul fare la polemica su questi livelli".

In rappresentanza della categoria si sono sollevate le voci di Franco Siddi, segretario della Federazione nazionale stampa italiana, ed Enzo Iacopino, presidente nazionale dell'Ordine dei giornalisti, che hanno parlato rispettivamente di "sgangherato assalto ai giornalisti 'nemici', che vorrebbe schedare, come accade solo nei regimi" e di "ricorrenti istigazioni a delinquere che vengono da esponenti del M5S".

Compatta la reazione del Pd con tutti e tre i candidati alla segreteria del Partito che hanno condannato la rubrica "segnaletica" di Grillo, così come critiche e attestati di solidarietà sono arrivati da Forza Italia, Nuovo Centro Destra e a vario titolo da tutte le altre forze politiche. Il post di Grillo è stato poi rimosso dalla home page, ma il post è comunqie presente in rete e pubblicato sulla bacheca Facebook del leader 5 Stelle, con un seguito di commenti durissimi e ingiuriosi contro la giornalista dell'Unità attaccata dal leader. Sempre sul social è comparsa la reazione alle critiche arrivate al Movimento e a Grillo dopo la pubblicazione del post.

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