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Beppe Grillo peggio di Berlusconi: "Sono oltre Hitler, Renzi lecca il culone alla Merkel. Schultz vada a fan****"

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Se Beppe Grillo aveva intenzione di far dimenticare il peggior Berlusconi ci è riuscito benissimo. Sempre al limite tra provocazione e ironia, i toni usati sul palco di Torino nel suo ultimo comizio, sabato 17 maggio 2014, sono talmente esaltati da rasentare l'incidente diplomatico con la Germania. E non per aver tirato in ballo Hitler in risposta alle accuse del leader di Forza Italia che lo paragona al dittatore nazista, quanto per aver insultato senza mezzi termini il candidato del Pse alla presidenza della commissione europea Martin Schulz e la cancelliera tedesca Angela Merkel.

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A una settimana dal voto per le elezioni, sul palco di piazza Castello insieme ai candidati regionali e per il Parlamento europeo, Grillo duella a distanza con Renzi che da Forlì lo attacca per aver detto che avrebbe fischiato l'Inno di Mameli: "Io non sono l’avversario dell’ebetino di Firenze (...) Io non mi stupisco quando allo stadio fischiano l’inno di Mameli. Fratelli d’Italia, dice. Ma fratelli di chi? Dei piduisti, dei massoni, della camorra? Chiediamoci perché si fischia un inno. Io invece inorridisco quando il presidente della Repubblica riceve al Quirinale un condannato in via definitiva".

Ma è sul fronte 'tedesco' che il leader del Movimento 5 Stelle dà in escandescenze. A chi, come Berlusconi, lo paragona a Hitler risponde sarcastico: "Io non sono Hitler, sono oltre Hitler. Ci dicono che siamo fascisti, i nazisti, i cattivi che faranno del male fisico alla gente, invece dovrebbero ringraziarci perchè grazie a noi in questo Paese non c'è stata violenza e non è nato il partito neofascista - ha aggiunto Grillo - Il nostro populismo è la più alta espressione della politica". E a Martin Schulz che gli ha dato dello stalinista ha riservato l'attacco più duro, ricordando che è solo grazie all'Armata Rossa di Stalin che la Germania è stata liberata dal dominio nazista: "I tedeschi dovrebbero ringraziare Stalin perché se non vinceva Stalin, Schulz sarebbe stato in Parlamento con la svastica. E allora Schulz vedi di andare a fanculo, perché offendi me e 10 milioni di italiani. La parolaccia è sintesi e cultura".

Rilanciando l'insulto di berlusconiana memoria, Beppe Grillo ha preso di mira anche la cancelliera tedesca: "Noi non andremo in Europa a trattare il Fiscal Compact, non come l'ebetino di Renzi che è andato a dare due linguate a quel culone tedesco" ha detto sorridendo il leader 5 Stelle riferendosi ad Angela Merkel.

Dopo aver messo il cappello sulle inchieste della magistratura che hanno svelato la cupola degli appalti di Expo 2015, da Torino Beppe Grillo si intesta anche il sostegno delle forze dell'ordine, cui strizza l'occhio in nome dell'anticasta: "Alla Digos sono già con noi, alla Dia sono già con noi, i carabinieri sono con noi. Facciamo un appello: non date più la scorta a questa gente".Il leader Cinquestelle di fronte ad una piazza gremita si è detto sicuro di vincere le elezioi Europee "al 100 per cento".

Beppe Grillo a Torino sabato 17 maggio 2014: il video del comizio

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