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Beppe Grillo sconfitto sul blog, base M5S vota contro reato di clandestinità: esultano i parlamentari

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di Claudia Gagliardi

La linea di Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio è uscita sonoramente sconfitta dal voto online sul blog del comico circa l'abrogazione del reato di clandestinità: la proposta ha trovato il favore della maggioranza dei votanti tra gli iscritti al Movimento 5 Stelle. I due terzi dei partecipanti al referendum hanno votato a favore della cancellazione del reato, sposando la proposta che i due senatori grillini avevano presentato lo scorso ottobre prima di essere sconfessati dal leader con un durissimo post.

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Il voto online, con esito vincolante per il Gruppo Parlamentare del Senato che dovrà esprimersi sul reato di immigrazione clandestina martedì in Aula, è stato attivo dalle 10 alle 17 di lunedì 11 gennaio 2014: ammessi a votare solo gli iscritti al Movimento, certificati alla data del 30 giugno 2013, poco più di 80 mila persone. I votanti totali sono stati 24.932: di questi, 15.839 si sono espressi a favore dell'abrogazione del reato di clandestinità, contro i 9.093 contrari. I risultati del referenum online sono stati pubblicati sul blog di Beppe Grillo, attraverso il quale in mattinata era stata lanciata a sorpresa la consultazione online.

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E' la rivincita di Andrea Cioffi e Fabrizio Buccarella, i due parlamentari che avevano proposto l'abolizione del reato di immigrazione clandestina, passata in Commissione Giustizia grazie ai voti di Pd e Sel, tanto da far parlare di un'inedita convergenza possibile tra centrosinistra e Movimento 5 Stelle.

I senatori, sconfessati da Grillo e invitati ad attenersi esclusivamente al programma presentato in sede di campagna elettorale (che non prevede l'abolizione del reato di clandestinità), furono destinatari di un attacco virulento sul blog: "Se durante le elezioni politiche avessimo proposto l’abolizione del reato di clandestinità, presente in Paesi molto più civili del nostro, come la Francia, la Gran Bretagna e gli Stati Uniti, il M5S avrebbe ottenuto percentuali da prefisso telefonico" scrisse Grillo sul blog. Calcoli elettoralistici che fecero scalpore, soprattutto all'indomani delle tragedie del mare di Lampedusa dello scorso ottobre in cui persero la vita oltre 300 persone. Parole che procurarono a Grillo una serie di critiche anche da parte di commentatori considerati vicini al Movimento 5 Stelle.

Il dato più eclatante è che per la prima volta esce sconfitta la linea dei due co-fondatori, mostrando una base pronta a rimettere in discussione i punti del programma elettorale del Movimento 5 Stelle, che pure sono stati votati online. L'altro dato importante è l'assoluta novità che rappresenta per il panorama politico italiano il fatto che un partito politico utilizzi in modo democratico il web per orientare l'azione parlamentare dei propri eletti.

Come sempre non sono mancate le polemiche. Molti commenti critici sul blog riguardano ad esempio quanto la brevità tra l'annuncio e la votazione stessa, un tempo troppo ridotto che non avrebbe permesso agli iscritti di ponderare adeguatamente la decisione.

Esultano i parlamentari 5 Stelle: in molti vedono nel referendum-lapo sul blog una dimostrazione del fatto che il Movimento non è nelle mani di Grillo, ma dei suoi iscritti. "E adesso chi dice che la democrazia a cinque stelle non esiste, è in malafede!" commenta, tra gli altri, la senatrice Elena Fattori. Come lei anche Angelo Tofalo: "E adesso voglio sfidare chi dice che comanda Beppe Grillo!". Per il senatore che aveva presentato l'emendamento di abrogazione in Commissione Giustizia è quasi una vittoria personale: "Grazie a tutti per la partecipazione. Non era mai successo che si chiamassero a votare liberamente e da casa, dall’ufficio, da uno smartphone tanti cittadini per una scelta di voto di un gruppo parlamentare. Questo è il senso profondo del movimento cinque stelle". I dissidenti però non ci stanno a usare la rete a piacimento del leader e contestano il voto a sorpresa, non annunciato e ridotto ad una consultazione di poche ore su un tema così delicato. Una prassi inaccettabile per il senatore dissidente Francesco Campanella, che in giornata ha invitato a non usare il blog come "arma" e a togliere "la pistola a Casaleggio".

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