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Beppe Grillo sul blog: "Parlamento inutile: tomba maleodorante della Seconda Repubblica"

  • Getty/beppegrillo.it

"Il Parlamento potrebbe chiudere domani, nessuno se accorgerebbe": ne è convinto Beppe Grillo, che dal suo blog attacca l'istituzione simbolo della Repubblica definendola inutile in un post dal titolo "La scatola di tonno è vuota". Secondo il leader del Movimento 5 Stelle, il Parlamento andrebbe eliminato o riformato in toto: "E' un simulacro, un monumento ai caduti, la tomba maleodorante della Seconda Repubblica. O lo seppelliamo o lo rifondiamo".

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E' uno dei post più duri di Beppe Grillo da quando i suoi candidati, in quella che fino a qualche settimana fa era una "scatola di tonno da aprire", ci sono entrati trionfalmente dopo le elezioni politiche di febbraio. Il leader chiede dal suo blog se il Parlamento abbia "ancora un senso. Va riformato, abolito? Una cosa è certa, oggi non serve praticamente a nulla". E ancora: "Camera e Senato sono diventati un luogo di nominati che approvano le leggi del Governo. Non servono a nulla. Il Parlamento è incostituzionale in quanto il Porcellum è incostituzionale. Ora pretende di cambiare la Costituzione su dettatura di pdl e pdmenoelle? Follia".

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Il problema fondamentale che solleva Grillo è il fallimento del Parlamento in quella che è la sua funzione prioritaria, la rappresentanza popolare, in quanto popolato da nominati senza alcuna legittimazione politica: "Il Parlamento, luogo centrale della nostra democrazia, è stato spossessato dal suo ruolo di voce dei cittadini. Emette sussurri, rantoli, gemiti come un corpo in agonia che sono raccolti da volenterosi giornalisti per il gossip quotidiano. Chi rappresenta ormai questo luogo? Deputati e senatori sono nominati dai dirigenti della "ditta" del pdmenoelle (così si dice la chiami Gargamella Bersani in privato) e di un condannato in secondo grado per evasione fiscale che altrove sarebbe in fuga in lidi lontani. I parlamentari nominati dai partiti non rappresentano nessun elettore, neppure sè stessi. Sono solo impiegati con un ottimo stipendio adibiti a pigiare bottoni a comando".

Più che organo di formazione della volontà politica, per Grillo il Parlamento è diventato il luogo in cui sistemare "i più fedeli", che di volta in volta sono mandati a "raccontare frottole in televisione su canali lottizzati". Pur essendo "sovrano in materia legislativa secondo l'articolo 76 della Costituzione" il Parlameno ha rinunciato a fare leggi delegando questo compito essenziale e primario al governo, che di fatto legifera "sotto forma di decreti a pioggia, quasi sempre approvati in aula. Il governo, in teoria, ha il compito di governare, non di sostituirsi al Parlamento. Camera e Senato, sono diventati un luogo di nominati che approvano le leggi del governo. Una situazione degna di deliri da funghi allucinogeni".

Insomma, Grillo ci è andato giù pesante, anche più di quello che ormai ritiene il suo unico avversario, Silvio Berlusconi. Fu proprio il Cavaliere, nel maggio del 2009 di fronte alla platea di Confindustria, a pronunciare frasi dal senso analogo nei confronti dell'organo rappresentativo del popolo italiano, definandolo "assemblea pletorica e assolutamente inutile" e sostenendo che andasse riformato per decreto visto che "non si può chiedere a capponi e tacchini di anticipare il Natale". Grillo si è spinto oltre e le sue parole, come prevedibile, hanno compattato in un coro di critiche bipartisan le forze politiche della strana maggioranza di governo.

Tanto dal Pd quanto dal Pdl e da tutte le altre forze parlamentari si è levata una condanna decisa al post di Grillo invocando scenari da deriva dittatoriale. Il viceministro dell'Economia Stefano Fassina (Pd), ha definito le parole di Grillo sul Parlamento "inaccettabili", espressione di "una cultura autoritaria e fascista. Sono quasi le stesse parole usate da Mussolini nel discorso del bivacco. Non possiamo abituarci a tale linguaggio (...) Spero che i colleghi parlamentari del partito di Grillo prendano le distanze, quanto meno per coerenza personale. Continuare a lasciar correre diventa connivenza". Anche Renato Brunetta, capogruppo del Pdl alla Camera, ha condannato duramente il post del comico tirando in ballo il nazismo: "Grillo, nel suo blog popolato da cannibali, qualifica il Parlamento come 'tomba maleodorante'. Mi aspetto che lo faccia incendiare come Hitler fece con Reichstag di Berlino. I presidenti delle Camere insieme con il Capo dello Stato intervengano. Qui siamo, ben oltre la diffamazione e il dileggio, in pieno terrorismo linguistico".

Immediata anche la reazione della presidente della Camera Laura Boldrini, che sul suo profilo Facebook ufficiale ha pubblicato una nota molto severa a riguardo, definendo le frasi di Grillo "scomposte e offensive", volte "di nuovo a colpire il Parlamento e quindi la democrazia, dannose per il paese, per la sua immagine all'estero, per chi lavora a rinnovare le istituzioni rendendole più sobrie, efficaci e trasparenti e per gli stessi deputati del gruppo M5S, presenti con grande impegno nell'attività della Camera". All'inutilità denunciata da Grillo, la Boldrini risponde ricordando quanto fatto in questi mesi proprio per rendere più operativa e centrale nel nostro ordinamento la Camera dei deputati: "Grillo si ostina a chiudere gli occhi sui cambiamenti in corso: la riforma del regolamento della Camera, avviata nelle prime settimane della legislatura, porterà proprio a ridare centralità all'attività parlamentare, limitando il ricorso ai decreti legge, rafforzando il ruolo delle commissioni e dando un iter certo e rapido alle proposte di legge di iniziativa popolare, fin qui troppo spesso ignorate". Infine, l'invito a moderare i toni delle sue iniziative politiche: "Lanciare invettive è facile. Cambiare le cose lo è meno, ma alla Camera, anche senza l'apprezzamento di Grillo, ci stiamo provando".

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