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Berlusconi a Brescia, manifestazione Pdl antigiudici: "Vogliono eliminarmi". Scontri in piazza, un ferito

  • Getty/Twitter@vinzfrenda

E' cominciata con dure contestazioni in piazza la manifestazione organizzata dal Pdl a Brescia sabato 11 maggio 2013 a sostegno di Silvio Berlusconi, per l'ennesima protesta contro l'accanimento giudiziario delle "toghe rosse" nei confronti del "più perseguitato dai giudici nella storia del mondo". Un'iniziativa intitolata "Tutti con Silvio" e annunciata dopo la condanna di Berlusconi per frode fiscale a 4 anni carcere e 5 di interdizione dai pubblici uffici nell'ambito del processo sui diritti tv Mediaset, cui è segita la richiesta di rinvio a giudizio per la "compravendita" di senatori da parte della Procura di Napoli.

Renata Polverini contestata al ristorante (video): "Vergogna, Roma sanguina e loro mangiano"

Le tensioni sono iniziate nel primo pomeriggio con l'annuncio su Twitter di Angelino Alfano, che ha confermato la sua partecipazione alla manifestazione antigiudici e in sostegno del candidato sindaco locale: "Oggi pomeriggio a Brescia. Tutti a fianco al Presidente Berlusconi e al nostro Sindaco Adriano Paroli!". La presenza di Alfano, vicepremier nonchè Ministro degli Interni, ad una manifestazione contro la magistratura ha scatenato la reazione degli alleati di governo e dell'opposizione: "E' grave che il vicepremier partecipi a una manifestazione contro i giudici" ha dichiarato Rosy Bindi intervenendo all'Assemblea Pd a Roma. Alfano ha replicato con un nuovo tweet: "Leale al Paese, leale al governo, leale al Popolo della libertà. Per qualcuno è troppo, per me è giusto". Presenti insieme ad Alfano e ai principali esponenti del Pdl, anche il ministro alle Infrastrutture, Maurizio Lupi e quello delle Riforme, Gaetano Quagliariello.

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La manifestazione è iniziata con notevole ritardo a causa degli scontri che si sono verificati in via Bevilacqua a Brescia. Urla e spinte tra i manifestanti Pdl e contestatori arrivati alla spicciolata in piazza Duomo sono sfociati in violenza fisica contro un manifestante del centrodestra che è stato ferito al volto: "un gruppo di ragazzi - ha spiegato l'uomo - ha provocato un gruppo di persone anziane, io sono intervenuto per difenderle e sono stato colpito con calci e pugni". La polizia schierata ha tentato di mantenere l'ordine nonostante la tensione crescente.

Secondo le prime ricostruzioni i contestatori sarebbero esponenti dei centri sociali ed attivisti del Movimento 5 Stelle: in realtà i grillini erano in strada da giorni con un banchetto allestito per sostenere il loro candidato sindaco. Tra le centinaia di persone accorse a protestare contro la manifestazione, alcune hanno sollevato bandiere di Sel e cartelli contro Berlusconi sul tema giustizia. I più contestati tra gli esponenti del Pdl, raggiunti all'ingresso dell'hotel Vittoria in cui si è radunato lo stato maggiore del partito, sono stati Daniela Santanchè e Renato Brunetta, ma anche Maurizio Gasparri, Maria Stella Gelmini e Paolo Romani sono stati accolti dai fischi.

Silvio Berlusconi è salito sul palco di Brescia solo alle 18.10, con una parte della piazza che è rimasta occupata dai contestatori. Dopo il consueto inno nazionale, il Cavaliere ha iniziato con una battuta sul Duomo, luogo dove si confessano i peccati: "Ma che peccati dobbiamo contestare, noi che vogliamo così tanto bene agli altri. Mia madre mi rimproverava di essere troppo buono". In merito alla recente condanna, Berlusconi ha assicurato che non ha intenzione di mollare: ""Io sono qui. E resto qui più determinato e convinto di prima. E da qui, dopo un'altra settimana di assedio e violenza vi dico: se qualcuno pensava di scoraggiarmi si è sbagliato di grosso. Se qualcuno pensava di spaventarmi o di intimirmi e intivimidirvi si è sbagliato di grosso e resterà deluso. Quello che è accaduto ha aumentato la mia voglia di resistere e di combattere insieme a voi"". Poco dopo l'affondo ai giudici con il solito mantra: "Vogliono eliminarmi per via giudiziaria perchè sono l'unico ostacolo per una certa sinistra".

Una breve parentesi sul governo Letta: Berlusconi assicura che il Pdl sarà leale con l'esecutivo "perché si è impegnato a realizzare quei provvedimenti per noi indispensabili per rilanciare economia". Dunque sostegno garantito finchè sarà rispettato il programma del Pdl, che al primo posto vede l'abolizione dell'Imu, il blocco dell'aumento dell'Iva, "tagliare le unghie a quel mostro di Equitalia" e la riforma della burocrazia. Berlusconi assicura che non ci sarà nessun "fallo di reazione" in seguito alla condanna. Tanto che poco dopo, quando la piazza intona il classico coro "chi non salta comunista è", il Cavaliere commenta: "Io non posso, ci governo insieme".

Poi si torna a parlare di giustizia e Berlusconi assicura che presenterà la sua riforma del sistema giudiziario al Parlamento: "La nostra giustizia non garantisce l'imparzialità dei giudici, calpesta troppo spesso il diritto alla libertà dei cittadini, interviene nella vita politica e vuole eliminarmi perché mi considera l'unico ostacolo che si frappone tra la sinistra e la presa del potere. Tutto ciò fa dell'Italia, un tempo la culla del diritto, un paese e una democrazia malate".

Berlusconi, è noto, sostiene di essere vittima di una persecuzione giudiziaria motivata dal pregiudizio politico. Sul palco cita Enzo Tortora, vittima di un clamoroso errore giudiziario e sottoposto a carcerazione preventiva, facendo sue le celebri dichiarazioni del conduttore tv: "La riforma della giustizia è una necessità per gli italiani. Ieri sera ho visto le immagini Tortora quando diceva ai giudici 'io sono innocente e spero dal profondo del mio cuore che lo siate anche anche voi'. Ed è questo il sentimento di tantissimi italiani che ogni giorno entrano nel tritacarne infernale della giustizia". Immediata la replica su twitter di Gaia Tortora, figlia di Enzo e giornalista del TgLa7: "Ero preparata. Caro Silvio, mio padre era un'altra storia. Un'altra persona. Ognuno risponde alla sua coscienza. #nostrumentalizzazioni". Dal palco Berlusconi elenca i punti della sua riforma: "separazione della carriere tra i magistrati che fanno le inchieste e quelli che giudicano (...) una vera parità tra accusa e difesa. I pm devono avere per i giudici lo stesso rapporto che hanno gli avvocati della difesa: devono prendere appuntamento, bussare col cappello in mano, dare del lei e non del tu (...) ci batteremo per una responsabilità civile dei magistrati".

Infine la "riforma delle intercettazioni" perchè Berlusconi, che si ritiene l'uomo più intercettato d'Italia, trova assurdo essere stato processato dai giudici per la famosa telefonata Fassino-Consorte: "Io dico che questi sono tutti matti". Il saluto finale, prima di lasciare il palco al candidato sindaco Paroli, è un ultimo affondo alla magistratura politicizzata: "Potete farmi di tutto, ma non potete impedire a milioni di italiani di volermi alla testa del Pdl".

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