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Berlusconi 'al vetriolo' alla festa del Pdl

Un Silvio Berlusconi a dir poco combattivo ha monopolizzato l'attenzione dei partecipanti alla festa del Pdl, svoltasi a Milano presso il 'Castello Sforzesco'.

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Nel corso del suo intervento il premier ha fatto una sorta di cronostoria di tutti gli attacchi subiti a partire dal 1994, data in cui di fatto decise di 'scendere in campo', riuscendo a conquistare la leadership del paese.

Leadership che però duro ben poco, a causa della venuta meno all'interno della coalizione della Lega di Umberto Bossi. Un accadimento orchestrato a detta di Berlusconi dall'allora Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro, reo di aver consigliato al 'Senatur' di abbandonare la coalizione. E quel 'fatto sovversivo' è secondo il premier esemplificativo del clima di odio che lo ha sempre accompagnato e che in sedici anni è cresciuto esponenzialmente, fino ad assumere contorni inquietanti.

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Oggi infatti, secondo Berlusconi, 'In Italia la sovranità è stata trasferita dal popolo ai pubblici ministeri' che la ora volta la gestiscono a loro piacimento, visto che 'se una legge non piace a certi pm, la impugnano e la portano alla Corte costituzionale, che ha undici componenti di una parte politica, e su pressione dei pm di sinistra la abroga'.

Da qui dunque la necessità di istituire una commissione parlamentare che indaghi su 'certi magistrati' che da tempo, appigliandosi al 'Caso Mills' o alla vicenda 'P3', mirano ad far implodere la coalizione di governo.

E proprio in merito al governo, che il Berlusconi ha voluto far chiarezza. 'Andremo avanti con questa maggioranza. Parlamentari eletti con noi che hanno costituito un gruppo diverso hanno dichiarato la loro fiducia e noi vogliamo credere a loro. Ma faremo una verifica giorno per giorno e se questa lealtà verrà meno nei fatti, non ci metteremo un minuto per tornare al popolo italiano a chiedere di nuovo la sua fiducia'.

Chiarimenti a parte, non sono mancati i momenti autocelebrativi. Il premier infatti ha lodato il governo per gli ottimi risultati conseguiti nella lotta contro la criminalità organizzata, frutto dell'azione anche di quel Pdl che è considerabile espressione di 'una politica fatta di ideali', in contrapposizione a quella della sinistra, rea invece di non aver ben operato.

A riprova di ciò Berlusconi ha tirato nuovamente in ballo la questione dei rifiuti di Napoli, chiosando laconicamente: 'I rifiuti di Napoli hanno un nome - ha declamato: Rosa Russo Iervolino'. E ha aggiunto: 'La prossima settimana il nostro sottosegretario Bertolaso e il presidente del Consiglio andranno a Napoli a dare aiuto e a risolvere la situazione'.

Da segnare inoltre una delle battute conclusive del premier, che in relazione alla volontà di deporlo nutrita dall'opposizione, ha dichiarato: 'Dice la sinistra: 'Mandiamo a casa Berlusconi'. Ma avendone venti non saprei in quale casa andare...'.

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