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Berlusconi: "Alitalia deve essere aiutata"

Dai microfoni di SkyTg24 il leader del Popolo della Libertà, Silvio Berlusconi, parla del suo programma di governo e delle importanti questioni sulle quali è necessario intervenire. Nel corso dell'intervento Berlusconi apre anche un confronto a distanza con il leader del Partito Democratico Walter Veltroni: "Se fossi in Veltroni avrei terrore a confrontarsi con me. Io comunque sono disponibilissimo".

Per il leader del Pdl la questione Alitalia rappresenta uno dei temi da affrontare. "Bisogna salvare Malpensa, bisogna salvare la nostra compagnia - afferma deciso il Cavaliere - non è possibile che un hub come Malpensa debba essere privato del 72 per cento dei voli e debba andare incontro ad una perdita di un miliardo o addirittura di due contro due-trecento milioni di Alitalia. Un Paese deve saper sopportare le perdite di certe aziende. E' necessario che gli imprenditori si consorzino".

Decise le parole di Berlusconi sul grave problema delle morti bianche. All'indomani della strage di Molfetta l'ex premier dice: "Bisognerebbe prendere immediatamente dei provvedimenti: se questo governo che gestisce l'ordinaria amministrazione decidesse di prenderli, noi aggiungeremmo il nostro consenso a quello dell'esecutivo".

Il leader del Pdl fa un riferimento agli industriali. "I dieci punti di Confindustria sono tutti nel nostro programma di governo. C'è da fare una politica di espansione, ci sarà una forte spesa pubblica per ammodernare il sistema infrastrutturale".

Berlusconi poi fa riferimento alla candidatura del presidente di Federmeccanica Massimo Calearo nelle liste democratiche e afferma: "Calearo è solo una trovata elettorale. Il bacino elettorale di Veltroni è sempre stato quello degli operai e dei sindacati. Ora mette insieme a questi un padrone, il presidente di Federmeccanica e qualcuno se ne avrà a male per questa apertura".

Dagli studi televisivi il leader del Pdl spiega anche la sua posizione nei confronti del leader dell'Udc, Pier Ferdinando Casini, e del segretario nazionale dei Popolari-UDEUR, Clemente Mastella. Riferendosi a Casini il Cavaliere dice: "Chiunque venga sul nostro programma per approvare un nostro provvedimento sarà il benvenuto. Quindi nessuna preclusione in Parlamento". Mentre per quanto riguarda Mastella afferma: "La sua presenza avrebbe causato un'emorragia di voti quantificabile tra l'8 e il 12 per cento. I sondaggi, impietosamente, ci hanno mostrato che portandolo con noi avremmo avuto elevate difficoltà che neanche credevamo".

L'ex premier parla poi di Giulio Tremonti e dell’ex presidente di Confindustria Antonio D'Amato. "Tremonti - annuncia il Cavaliere - sarà il nostro ministro dell’Economia e delle finanze e spero che D'Amato sia dei nostri. Ne saremmo molto felici, con lui abbiamo lavorato molto bene".

Berlusconi si sofferma poi proprio sulla questione sondaggi. "Ci sono dieci punti di differenza tra il Pd e il Pdl, il Pd è al 35, il Pdl il 45 - sottolinea il leader del Pdl - il vantaggio potrebbe ridursi perchè è vigente una ridicola legge sulla par condicio che dà lo stesso spazio a tutti i partiti. Si rischia una spinta verso il frazionamento della politica. Se un elettore del centrodestra decidesse di votare per i partiti piccoli toglierebbe voti alla grande forza del Partito del popolo della Libertà".

E' chiaro l'ex premier nello spiegare le linee guida del suo programma di governo: "Riapertura dei cantieri e proseguimento dei lavori delle grandi opere iniziate nei cinque anni del nostro precedente governo; provvedimenti fiscali tra cui alcuni in favore delle famiglie; la detassazione degli straordinari; il pagamento dell'Iva non all'emissione della fattura ma alla ricezione del pagamento della fattura stessa; l'abolizione della tassa di successione". Berlusconi, infine, sottolinea l'intenzione di mettere una "clausola particolare" che conterrà i punti da realizzare e l'impegno a non ricandidarsi più. "Poi adesso c'è anche l'età - dice il Cavaliere - ed è una clausola molto facile da rispettare: ma ho l'intenzione di rispettare tutti i punti anche perché dovremmo avere una maggioranza più coesa dell'altra volta".

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