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Berlusconi ammonisce Monti: “Basta tasse!”

  • La Presse

Silvio Berlusconi torna alla carica nell'incontro avvenuto ieri mattina a a Palazzo Chigi con il premier Monti.

L'incontro si è tenuto alla presenza del fedele Giannli Letta e si è reso necessario dopo la dura opposizione degli ex fedelissimi del Carroccio e dai continui malumori palesati nelle fila dei parlamentari del Pdl, dopo l'approvazione della manovra finanziaria.

Berlusconi ha usato toni molti cordiali con Monti, affermando con forza che il Governo si basa sulla fiducia dei suoi parlamentari, e che, d'ora in poi, vuole essere consultato per le ulteriori opere di risanamento economico e per le riforme strutturali, come quella sul lavoro preannunciata dal ministro Fornero.

Dopo l'incontro con il presidente del Consiglio, il Cavaliere dichiara che: "Monti deve consultare il Pdl, perché siamo la maggior forza che lo sostiene. E se si va avanti con questa imposizione fiscale, le elezioni diventano possibili". E prosegue, affermando che: "con la manovra è andata così, l'abbiamo approvata per questioni di urgenza, ma a Monti l'ho detto: è stata la prima e l'ultima volta".

Auspica incontri con il Premier, prima di ulteriori riforme e nuove manovre: "Ci deve essere una consultazione preventiva con il Pdl, prima dei provvedimenti, altrimenti non ci staremo. La manovra per questioni di urgenza l'abbiamo approvata ma a Monti ho detto che è la prima e l'ultima volta. Siamo sempre il sostegno più importante di questa maggioranza e il governo dovrà relazionarsi con noi prima di portare qualsiasi provvedimento in Parlamento".
L'idea di Berlusconi è quella di istituire una sorta di cabina di regìa, "una consultazione permanente con i capigruppo e i segretari", per garantire "un ampio coinvolgimento dei partiti".

A rincarare la dose ci pensa il capogruppo del Pdl Cicchitto, che sottolinea che: “se non c’è una cabina di regia, la via d’uscita sono gli incontri bilaterali con il governo. Abbiamo votato il decreto “salva-Italia” in una situazione di emergenza, ma da oggi in poi non voteremo più a scatola chiusa, e se c’è un provvedimento che non ci convince ci terremo le mani libere".
L'ipotesi non piace a Bersani, che dopo aver incontrato Monti nel pomeriggio, afferma in modo perentorio che "Il regista ce l'abbiamo già, lasciamo stare la cabina...".

In serata, davanti ai vertici del Pdl, Berlusconi chiede maggiore compattezza del partito: "Sulla manovra c'è stato qualche deputato che si è distinto proprio perché siamo un partito liberale, ma la stampa di sinistra ne ha approfittato per dire che siamo divisi" ed ha aperto all'eventualità di elezioni anticipate "se questo governo continua con questa imposizione fiscale e se la posizione della sinistra e i sindacati continua sulla linea della rigidità".

In caso di chiamata alle urne, Berlusconi paventa due possibilità: la prima sarebbe un accordo con l'Udc, "con cui vinceremo sicuramente", l'altra è "se i sondaggi ci dicessero che possiamo vincere anche da soli, siamo noi gli arbitri di questa situazione".

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