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Berlusconi, battuta sessista all'impiegata e Carfagna si infuria con Marcorè maschilista

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Una campagna elettorale a colpi di solide e ragionate proposte politiche per risollevare l'economia e rilanciare l'occupazione, condita da sottili e intelligenti battute, di quelle che fanno sorridere e riflettere? Ma quando mai: in Italia per convincere i cittadini a schierarsi da una parte o dall'altra si preferisce il metodo Alvaro Vitali. Ovvero, umorismo sconcio e doppi sensi a gogò.

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Ad aprire le danze, manco a dirlo, ci ha pensato lui, Silvio Berlusconi, l'alfiere della barzelletta a sfondo sessuale e dell'allusione imbarazzante, che durante l'incontro con i manager e gli amministratori locali della Green Power, a Zianigo di Mirano, ha dato vita a un siparietto dei suoi con una bella impiegata. Capelli lunghi, neri e ricci, e abito blu, la 'prescelta', non si sa quanto volentieri, si è prestata allo scherzo e così si è ritrovata a soddisfare alcune curiosità invero poco british del Cavaliere.

Si sta parlando infatti del servizio di customer care dell'azienda e Berlusconi vuole sapere come la Green Power 'soddisfa' i propri clienti: "Ma lei viene?", chiede dunque alla signorina sul palco con lui, con un'allusione al numero di visite effettuate per installare l'impianto che - ovviamente - significa pure altro, e trovando irresistibile la sua trovata la ripete in loop. "Ma quante volte viene? Una sola?", continua infatti, con l'impiegata che sta allo scherzo e ridendo imbarazzata risponde: "Ma no, anche tre, quattro, cinque: dipende dalle esigenze". Una vera e propria dimostrazione di savoir faire che prosegue ancora: "Con che distanza temporale, tra una visita e l'altra?". Un fuoco di fila di battute grassocce che, però, anziché far infuriare le donne in platea, ottiene come risultato risate e applausi: e allora, sinceramente, chi è causa del suo mal pianga se stesso.

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Ma se l'impiegata della Green Power - vuoi perché in soggezione, vuoi perché giustamente preoccupata di tenersi il posto - non ha reagito, qualcun'altra invece non è rimasta a incassare passivamente un doppio senso sulle sue abilità. Ospite in studio a Ballarò, infatti, Mara Carfagna ha voluto prontamente le scuse di Neri Marcorè - autore della copertina al posto dell'assente Maurizio Crozza - per avere detto: "Fortuna che c'è la nostra Carfagna elettorale: qualcosa tira sempre su". "Poi mi spiega bene la battuta di Neri Marcorè, perché non vorrei aver capito male ed essermi trovata di fronte a una battuta da osteria", dice l'ex ministro a Giovanni Floris. "La confronteremo con quella del suo leader", reagisce il conduttore con il solito aplomb, ma Carfagna non molla e ribatte: "E questo autorizza un suo comico a fare una battuta su di me?", fino a che Floris, da signore, dice: "Intanto mi scuso io per Neri Marcorè, ma immagino che lo farebbe anche lui".

Scuse accettate e incidente diplomatico rientrato, benché resti l'incontestabile verità sottolineata dal conduttore di Ballarò, che all'ex ministro indignato fa notare che "uno è un comico, l'altro no"...


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