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Berlusconi: "Bersani finalmente disponibile ad un incontro"

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Silvio Berlusconi torna alla carica annunciando un imminente incontro con il leader del centrosinistra Pierluigi Bersani. La conferma è arrivata dal Cavaliere durante un'intervista al Tg4: "Finalmente Bersani si è aperto, è disponibile a un incontro, la data di questo incontro non è stata fissata ma quella che è la posizione del Pdl, la mia posizione, ormai la conoscono tutti".

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Fermo sulla sua posizione di dare vita ad un esecutivo di larghe intese, il leader del Pdl ha confermato la necessità di "dare subito un governo stabile e forte al Paese per prendere quei provvedimenti che sono non solo urgenti, ma urgentissimi e che si impongono per rilanciare l’economia". Proprio in vista del dialogo col Pd, Berlusconi aveva annunciato otto punti programmatici, sulla scia di quelli che Bersani avrebbe voluto presentare in Parlamento per chiedere la fiducia: "otto provvedimenti Pdl che depositeremo questa settimana al Senato. Solo attraverso questi provvedimenti si può e si deve uscire dalla recessione per creare nuovi posti di lavoro".

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Nella trattativa tra i due principali partiti, i nodi da sciogliere riguardano non solo il governo ma soprattutto l'accordo complessivo per l'elezione congiunta di un Presidente della Repubblica di garanzia, che è la vera contropartita chiesta dal Pdl, in cambio del quale Berlusconi accetterebbe anche di sostenere un governo a guida Bersani. Oppure, in caso di governo di minoranza del Pd con la non partecipazione del Pdl al voto (ed esempio nella forma dell'astensione), la carta giocata da Berlusconi è quella di un capo dello Stato che sia necessariamente espressione del centrodestra.

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Per l'incontro con Bersani non ci sono ancora nè un luogo nè una data stabilita (certamente avverà in una sede istituzionale, forse tra giovedì e venerdì), ma la posizione del segretario del Pd che appare sempre più isolata fa pensare ad un confronto imminente. Ancora oggi Bersani Pd ha confermato a Repubblica la sua opposizione ad un governissimo col Pdl e la necessità di un "governo di cambiamento", che nella sostanza si traduce nella strenua riproposizione di un governo di centrosinistra che cerca l'appoggio del Movimento 5 Stelle sui famosi "otto punti". Mentre nel partito si fa sempre più strada la necessità di un dialogo con il centrodestra, rilanciato con forza da Dario Franceschini.

L'annuncio da parte di Berlusconi è arrivato subito dopo le parole del Presidente Giorgio Napolitano, che ha evocato le larghe intese nel discorso tenuto al Senato in ricordo di Gerardo Chiaromonte, storico dirigente del Pci scomparso vent’anni fa. Napolitano ha elogiato il "coraggio" della scelta di "inedita larga intesa e solidarietà" che il Pci di Berlinguer operò nel 1976 decidendo di collaborare con la Dc dopo "decenni di netta contrapposizione". Una scelta che trovò giustificazione nella contingenza politica e fu "imposta da minacce e prove che per l'Italia si chiamavano inflazione e situazione finanziaria fuori controllo e aggressione terroristica allo Stato democratico come degenerazione ultima dell'estremismo demagogico". Allo stesso tempo Napolitano ha attaccato anche l'atteggiamento di chiusura di certe forze (nessun riferimento diretto, ma lo sguardo ai 5 Stelle è chiaro) che stigmatizzano ogni tentativo di trovare intese in Parlamento, invitando a diffidare di "certe campagne, che si vorrebbero moralizzatrici" e che "in realtà si rivelano nel loro fanatismo negatrici e distruttive della politica".

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