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Berlusconi come Enzo Tortora? Le figlie Gaia e Silvia: "Paragone inaccettabile, era un'altra storia"

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Non si è fatta attendere la replica di Silvia e Gaia Tortora, le figlie del celebre conduttore tv Enzo Tortora, dopo le parole pronunciate da Silvio Berlusconi durante la manifestazione di sabato 11 maggio 2013 a Brescia. Dal palco il Cavaliere si è lanciato nell'ennesimo affondo alla magistratura politicizzata, parlando di sè stesso come di un perseguitato e citando la vicenda di Tortora, vittima negli anni '80 di un clamoroso errore giudiziario: "Ieri sera ho visto le immagini Tortora quando diceva ai giudici 'io sono innocente e spero dal profondo del mio cuore che lo siate anche anche voi' - ha ricordato Berlusconi - Ed è questo il sentimento di tantissimi italiani che ogni giorno entrano nel tritacarne infernale della giustizia".

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Non è la prima volta che il caso Tortora viene tirato in ballo quando si tratta di Berlusconi e dei suoi processi: i giornali vicini al Cavaliere lo hanno già fatto in passato, come anche il direttore del Giornale Alessandro Sallusti in diretta qualche sera fa ad Otto e mezzo. Stavolta ci ha pensato proprio Berlusconi, plurinquisito e già condannato in appello a 4 anni di carcere e 5 di interdizione dai pubblici uffici per frode fiscale nel processo Mediaset, a paragonare le sue vicende giudiziarie al calvario subìto da Enzo Tortora. Le sue parole hanno scatenato aspre polemiche più sui social network che tra gli avversari (ora alleati) politici.

Berlusconi cita Enzo Tortora: Twitter commenta il paragone

Su Twitter è Facebook è stato tutto un fiorire di messaggi che hanno ricordato le profonde differenze tra il caso Tortora e i procesi di Berlusconi: innanzitutto il conduttore di Portobello, accusato da alcuni pentiti di collusione con la Nuova Camorra Organizzata di Raffaele Cutolo, è finito in carcere con un arresto clamoroso nel 1983, ha trascorso sette mesi in cella, ha vissuto una lunga battaglia legale difendendosi nell'ambito di un procedimento caratterizzato da una serie di errori giudiziari, ha rinunciato all'immunità una volta eletto europarlamentare con i Radicali per tornare in Italia e scontare i domiciliari. Tutto ciò fino all'assoluzione con formula piena che lo ha scagionato smantellando un impianto accusatorio infondato. Decisamente un'altra storia rispetto a quella del Cavaliere, che tra assoluzioni, depenalizzazioni di reati, prescrizioni e condanne è sempre sembrato più propenso a difendersi "dai processi" e non nell'ambito degli stessi.

Un'altra storia quella di Tortora, come ricordano le figlie Gaia e Silvia. La prima, che conduce il TgLa7, ha replicato su Twitter e poi in tv. Era in onda, infatti, proprio poche ore dopo la manifestazione di Brescia e ha risposto così alle parole dell'ex premier: "Si tratta di un’altra storia e di un’altra persona. Lo dico con il massimo rispetto, ma è quel rispetto che da tanto tempo andiamo cercando. Anche perché questo Paese ha bisogno di un altro clima e non è il clima che abbiamo visto oggi a Brescia".

Molto più dura la reazione di Silvia Tortora, che intervistata da Repubblica si è detta indignata per la continua strumentalizzazione della vicenda umana e giudiziaria di suo padre: "C’è una distanza siderale tra la vicenda di Enzo Tortora e quella di Silvio Berlusconi, trovo tutto questo sconcertante, ingiusto e offensivo. Lo trovo blasfemo (...) Enzo si è difeso nel processo e non dal processo. Si dimise da parlamentare e andò ai domiciliari. E quando gli chiesero ‘perché lo fai?’, rispose: perché sono un italiano e sto al fianco della gente come me. È banale e volgare accostarsi a lui. Berlusconi è un’altra storia. Enzo era una persona perbene, non era innocente, era estraneo alle accuse per le quali patì il carcere: i mascalzoni non dovrebbero citarlo perché gli si ritorce contro". Silvia Tortora ricorda anche come suo padre sia stato un simbolo per coloro che sono vittime di malagiustizia, ma certo ha sempre rispettato l'autonomia e l'indipendenza dei magistrati e ha rinunciato ai suoi privilegi per affermare la propria innocenza, senza servirsi di alcun escamotage per sfuggire alla giustizia. Per questo è diventato un emblema: "Lo è per gli ultimi, per gli invisibili, per i tanti senza voce: la sua storia dimostra che può capitare che una persona perbene si ritrovi in una situazione come la sua. Ma Enzo la affrontò nel rispetto della legge e del suo popolo. E non si servì in alcun modo del proprio ruolo pubblico. Per questo chi non ha niente in comune con lui farebbe bene a lasciarlo in pace".

Gaia Tortora replica a Berlusconi durante il TgLa7

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