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Berlusconi conferma la crisi: "Governo finito. Una settimana per Iva e Imu, poi elezioni"

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Silvio Berlusconi serra le fila del partito e ricompatta i dissidenti intorno alla sua leadership, detta la linea sulle dimissioni (confermate quelle dei ministri, congelate quelle dei parlamentari) e scandisce i tempi della crisi: il Cavaliere invoca elezioni subito, assicurando però l'appoggio al governo Letta per approvare la legge di stabilità, assicurare il blocco dell'Iva e la cancellazione della seconda rata Imu. Il tutto in sette giorni, poi si aprirà la strada per il voto, magari a fine novembre. Almeno nei desiderata del Cavaliere.

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Un'assemblea con deputati e senatori azzurri, annunciata come una conta interna tra falchi e colombe, che si è trasformata in un monologo berlusconiano. Il leader ha confermato la conclusione dell'esperienza di governo, scandendo i prossimi passaggi che il partito imporrà all'esecutivo. E ha spiegato come è maturata la scelta di ritirare i ministri, quella stessa scelta che ha provocato malumori e contrasti interni: "Ho deciso da solo nella notte perché gli italiani non capivano come facessimo a stare al governo con la sinistra se i nostri deputati si erano dimessi (...) Nessuno mi ha costretto". Il calendario della crisi per quanto riguarda il Popolo della libertà sarà serrato: "Sette giorni per votare legge di stabilità, decreto Iva e la cancellazione della seconda rata dell’Imu. E poi torniamo al voto e vinciamo".

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Per Belrusconi è stata anche l'occasione per riconfermare la sua leadership e riportare unità d'intenti nel partito. Dopo i distinguo dei ministri Quagliariello e Lorenzin che si sono chiamati fuori da Forza Italia, le critiche di Cicchitto al mancato dibattito prima della decisione di aprire la crisi e perfino la presa di distanza di Alfano che si è definito "diversamente berlusconiano", il leader ha fatto sapere di aver già sanato i contrasti interni: "Dobbiamo restare uniti. C’è gente che scappa di casa, ma i panni sporchi si lavano in famiglia. Ho riunito e parlato con i ministri, con loro c’è unità d’intenti". E commentando le polemiche sulla deriva autoritaria del partito, Berlusconi ha detto di sentirsi il leader dei moderati: "Forza Italia non è assolutamente una forza estremista".

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Il Cavaliere sa benissimo di aver operato una scelta impopolare ed ha ascoltato i timori di chi ha criticato lo strappo con Letta: "Loro temono una perdita di consensi, forse hanno ragione, ma ormai tutto è superato e lo spiegheremo agli italiani". Infine, le lusinghe: "Le vostre dimissioni sono state il più bel regalo per me", ha ricordato Berlusconi all'indomani del suo 77esimo compleanno. Le dimissioni ora toccano anche ai sottosegretari, avrebbe chiesto Silvio Berlusconi, dicendosi assolutamente contrario a "governicchi di traditori e transfughi".

Non poteva mancare l'attacco alle toghe rosse che lo hanno condannato per frode fiscale nel processo Mediaset: "Ho sempre pagato le tasse, a costo di avere contro i colleghi che evadevano. L’uso politico della Giustizia è il cancro della democrazia. Per i giudici di Magistratura democratica c’è democrazia solo se la sinistra è al potere". E la battaglia sulla retroattività della legge Severino: "Per allontanarmi dalla vita politica hanno usato la retroattività della legge Severino cosa mai vista. Si tratta di una duplice situazione antidemocratica se unita alla magistratura politicizzata. In questo modo si vuole eliminare dalla scena il leader dei moderati".

Parole che hanno scatenato le immediate reazioni da parte delle altre forze politiche. I dirigenti del Partito democratico fanno sapere che i ricatti di Berlusconi sono irricevibili: "Berlusconi continua a cambiare le carte in tavola per i suoi interessi personali". E dal centro, con Pier Ferdinando Casini, arrivano i timori per il ritorno alle urne: "Le elezioni ora sarebbero un salto nel vuoto". L'annuncio di concedere una settimana di vita al governo per approvare i provvedimenti economici ha scatenato però reazioni anche all'interno del Pdl: "Tutto questo richiede un confronto politico che non c'è stato" ha ribadito ai cronisti dopo la riunione un nervosissimo Fabrizio Cicchitto.

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