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Berlusconi convocato dalla Procura di Palermo

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La Procura di Palermo non si arrende e dopo avere incassato un primo no da Silvio Berlusconi alla convocazione dello scorso 24 luglio per "legittimo impedimento", ci riprova: l'ex premier ha infatti ricevuto ieri da parte dei militari del Nucleo speciale di polizia valutaria della Guardia di Finanza una nuova citazione per il prossimo 13 agosto.

I magistrati siciliani vogliono infatti fare chiarezza sugli oltre 40 milioni versati da Berlusconi all''amico' Marcello Dell'Utri negli ultimi dodici anni, oltre che su un predente giro di trasferimenti di titoli per 7 miliardi delle vecchie lire. Secondo i pm di Palermo, si tratterebbe di soldi pagati dal Cavaliere per garantirsi il silenzio del senatore del Pdl su rapporti con esponenti di Cosa Nostra e/o per ottenere la protezione dei clan, rappresentati per l'appunto da Dell'Utri in qualità di 'esattore'.

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Berlusconi, tuttavia, sembra intenzionato a 'declinare' anche questo nuovo invito: a quanto si apprende, il suo avvocato, Niccolò Ghedini, avrebbe già comunicato alla Procura palermitana che l'antivigilia di Ferragosto il suo assistito sarà all'estero e pertanto non potrà presentarsi per rispondere alle domande degli inquirenti. Un modo, anche, per prendere tempo e decidere la strategia da adottare nei confronti dei magistrati, che tutto sono meno che disposti a rinunciare ad ascoltare l'ex premier nella doppia veste di parte offesa e testimone.

Comunicando ufficialmente l'impossibilità del Cavaliere a presentarsi, presumibilmente Ghedini chiederà maggiori informazioni per predisporre una memoria scritta che, altrettanto presumibilmente, i pm riterranno insufficiente, insistendo per ascoltare Berlusconi che, a quel punto, potrà scegliere di presentarsi e parlare con gli inquirenti oppure avvalersi della facoltà di non rispondere. In alternativa, qualora invece l'ex premier optasse per la linea dura e decidesse di continuare a dire di no alle convocazioni, i magistrati potrebbero anche scegliere di inoltrare a Montecitorio una richiesta di 'accompagnamento coatto'.

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In attesa di conoscere le prossime mosse studiate da Ghedini, il Pdl intanto porta avanti la propria crociata contro i magistrati e lo fa per bocca del suo capogruppo al Senato, Maurizio Gasparri. Quest'ultimo infatti ironizza sulla decisione della Procura di Palermo di "convocare Silvio Berlusconi per il prossimo 13 agosto" per "smentire" la (cattiva) fama della magistratura di godere di "ampi periodi di ferie durante l'estate, che sono una causa non secondaria del rallentamento dell'attivita' della giustizia". "Come giudicare un'iniziativa del genere sia nel merito e sia nella sua collocazione temporale?" chiede dunque Gasparri, concludendo: "Ci asteniamo da ulteriori commenti per non incorrere nei tutori della legge".

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