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Berlusconi, decadenza rinviata? Le posizioni di Violante e Bindi e la strategia del Cavaliere

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La fatidica data del 9 settembre si avvicina a grandi passi e quello che accadrà in Giunta in merito alla decadenza di Silvio Berlusconi da senatore è ancora un'incognita. Nei giorni scorsi dal Pdl sono arrivati segnali di divisione interna che lo stesso Cavaliere ha 'silenziato', chiedendo ai suoi il silenzio stampa per evitare "mistificazioni", mentre il Pd ha dimostrato di non avere sulla vicenda la coesione necessaria (e auspicata dalla base), soprattutto dopo le dichiarazioni di Luciano Violante.

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L'ex presidente della Camera, infatti, ha sparigliato le carte dichiarando nei giorni scorsi e ribadendo ieri nella sede del Pd di Torino: "Berlusconi ha il diritto di difendersi davanti alla Giunta del Senato come qualunque altro parlamentare, né più né meno. Occorre rispettare le regole anche per i nostri avversari". "Non ho mai proposto un salvacondotto per Berlusconi. E non ho detto che la Giunta abbia il dovere di sollevare la questione davanti alla Corte costituzionale", ha chiarito Violante, concludendo che però quest'ultima deve farlo "se lo giudica opportuno".

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Una posizione che trova nettamente contraria Rosy Bindi, la quale ha replicato a distanza al collega di partito, affermando: "Silvio Berlusconi dovrebbe dimettersi, non vedo via d'uscita per lui". L'ex presidente del Pd non rinnega il garantismo - "In Giunta faremo tutti gli approfondimenti necessari, ma non perderemo tempo" - tuttavia su un punto è inamovabile: il Cavaliere "dovrebbe dimettersi". E dopo, "forse", Giorgio Napolitano "potrà analizzare meglio una richiesta di clemenza".

Linea dura, quindi, che trova diverse sponde, compresi Stefano Fassina - "per quanto mi riguarda Berlusconi si dovrebbe dimettere in quanto condannato" - e Matteo Renzi, che dal palco della festa del Pd a Genova, pur con la solita dose di cerchiobottismo, ha affermato: "Se contesti una condanna passato in giudicato contesti lo stato di diritto", abbracciando di fatto la posizione dell'ala del partito che vuole la decadenza di Silvio Berlusconi da senatore.

Comunque sia, non è detto che il 9 settembre il destino del Cavaliere sarà deciso: secondo le ultime notizie circolate, infatti, il prossimo lunedì parlerà il relatore del Pdl Andrea Augello e presenterà il (corposo) dossier relativo alla posizione di Berlusconi, dopodiché sarà avviata la discussione generale e quindi la Giunta si aggiornerà a nuova data. L'intenzione è quella di prendere tempo: intanto per il ricalcolo dell'interdizione dai pubblici uffici da parte della magistratura e poi per conoscere il verdetto della Corte europea di Strasburgo sul ricorso dei legali del Cavaliere in merito alla costituzionalità della Legge Severino. La strategia? Lo stesso Cavaliere potrebbe chiedere un rinvio in Giunta in chiave garantista - che gli farebbe guadagnare quasi un anno di tempo - e poi ci sono da giocare le carte della sfilata dei giuristi e, prima ancora, di una strategia che non chiede all'organismo del Senato di dire "" o "no" alla decadenza di Berlusconi, ma di valutare i 'nodi' della vicenda, ovvero la natura amministrativa o penale della normativa e quindi la costituzionalità della stessa. Insomma, un percorso a tappe che potrebbe andare molto, molto per le lunghe...

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