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Berlusconi difende Gheddafi: "L'avevo addomesticato, Sarkozy invidioso" (VIDEO)

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Non ha eluso le domande di Enrico Mentana sulla politica estera, il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi ospite del programma di approfondimento pre-elettorale del martedì sera Bersaglio Mobile, ieri sera su La7.

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Tornando sul tasto dolente delle vicende che portarono alla destituzione ed all’eliminazione fisica dell’ex capo di Stato libico, il numero uno del centrodestra italiano ha esposto la sua personalissima tesi sull’evoluzione della crisi in Nordafrica degli ultimi anni.

“Avevamo ottimi rapporti con Gheddafi, ha rammentato l’esponente del partito rifondato dalle ceneri del Pdl ai microfoni della trasmissione condotta dal direttore del telegiornale della tv di Urbano Cairo, prima di passare ad un’analisi più dettagliata della storia recente.

“Dopo la guerra, la Libia è diventata una polveriera e da lì partono i rivoluzionari islamici fedeli ad Al Qaeda, si è premurato di ricordare il massimo rappresentante dello schieramento “moderato” al governo fino al 2011, aggiungendo non pochi elementi polemici al discorso sulla destabilizzazione in corso a Tripoli.

Sarkozy aveva già pronti i mezzi per bombardare mentre eravamo riuniti a Parigi, noi prestammo solo le basi aeree” chiarisce Berlusconi in merito al conflitto portato avanti per diverse settimane da Francia e altre potenze occidentali per abbattere il Muammar e la Grande Jamahiriya, in sostegno alla cosiddetta “primavera araba” nel paese dirimpettaio della nostra Penisola sull’altra sponda del Mediterraneo.

“Avevamo addomesticato Gheddafi, che fermava tutti i cittadini in arrivo dal centro dell’Africa e col quale avevo ottimi rapporti personali perché era molto affezionato a me” aggiunge con amarezza il presidente forzista, convinto del fatto che il collega francese fosse mosso anche dall'invidia e che l’intervento militare deciso dalla Nato sia stato un errore, senza dimenticare il fatto la riesplosione dei conflitti interni alla Libia potrebbe rappresentare un pericolo anche per l’Italia.

Un occhio al tema dei rapporti internazionali e un altro all’argomento caldo della campagna elettorale: “Arriverà da noi un’orda di oltre 1 milione di immigrati”, ha concluso Silvio Berlusconi accennando con una piuttosto evidente punta di polemica agli sbarchi di migranti dall’Africa verso le coste italiane dell’ultimo periodo.

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