Excite

Berlusconi fa cadere il governo Letta prima del voto sulla decadenza? "Hanno già deciso di farmi fuori"

  • Getty Images

Quatta quatta, la crisi avanza. Nonostante la sicurezza ostentata da Enrico Letta, infatti, l'esecutivo sembra sempre più appeso a un filo. "Il mio governo somiglia molto ai Facchini e alla Macchina di Santa Rosa, fatica e barcolla ma non cade mai...", ha affermato ieri il premier presenziando alla festa viterbese, convinzione che presto invece potrebbe scontrarsi con una realtà completamente diversa.

Silvio Berlusconi: "Ultimatum governo Letta? Mai dato". Retromarcia del Cavaliere

Il quotidiano La Repubblica, infatti, riporta oggi un dialogo avvenuto tra Silvio Berlusconi e Angelino Alfano nel corso del quale il Cavaliere avrebbe di fatto deciso di staccare la spina al nipote del fidato Gianni. "Non ha più senso aspettare, le risposte ce le hanno già date", avrebbe detto, rifilando quindi la 'patata bollente' al suo secondo: "Adesso devi essere tu a lanciare l'ultimatum. Sei il segretario del partito, no?".

Silvio Berlusconi: "Se la sinistra mi fa decadere, il governo cade". Renzi: "Vada via lui"

Potrebbe toccare ad Alfano, dunque, aprire la crisi di governo, annunciando - pare - le dimissioni dei ministri del Pdl ancora prima del voto sulla decadenza da senatore di Berlusconi, previsto il prossimo 9 settembre, lunedì. Basta indugi, basta diplomazia: il leader del Pdl si è accorto che non pagano e che alla fine sono solo un escamotage per Letta e il governo per andare avanti: "Tanto hanno già deciso di farmi fuori".

Del resto, benché il premier faccia orecchie da mercante alle voci che lo vogliono senza poltrona a breve, i segnali ormai non possono più essere ignorati. Prima c'è stato il balletto di Berlusconi, con minaccia e smentita di crisi di governo: e fin qui, si poteva anche fare finta di niente. Ma poi ieri è arrivata la richiesta di scendere in guerra da parte dell'alleato storico, la Lega Nord, per voce del suo segretario federale, Roberto Maroni: "Mi auguro che tolga l'appoggio al governo, sostenuto da una maggioranza dove c'è un partito, il Pd, che lo sta trattando come all'epoca fu trattato Craxi", ha detto il governatore della Lombardia.

Ad alzare ancora il tiro sono arrivate quindi le 'colombe' Alfano e Schifani, con il segretario che riferendosi al voto di lunedì e al principio della "non retroattività delle misure afflittive" ha dichiarato che "il Popolo della Libertà ha il diritto di conoscere la posizione del Partito Democratico" in merito a detto punto per "potere orientare le proprie decisioni" e l'ex Presidente del Senato che al Tg3 ha affermato che se dovesse arrivare "un voto politico che rispecchiasse le distinzioni delle forze in campo, sarebbe impossibile continuare nella convivenza" con Scelta Civica e Pd.

Venti di guerra, insomma, che potrebbero diventare un tornado dopo la riunione dei senatori del Pdl convocata per oggi alle 13 in Sala Difesa (quasi in concomitanza con l'ufficio di presidenza della giunta, presieduta da Dario Stefano, prevista alle 13.30) e, soprattutto, dopo l'incontro tra Berlusconi e i fedelissimi Daniela Santanché e Denis Verdini. Addirittura, ipotizza La Repubblica, i giochi sarebbero fatti e la nuova data sul taccuino del Cavaliere sarebbe quella delle elezioni, il 24 e 25 novembre.

politica.excite.it fa parte del Canale Blogo News - Excite Network Copyright ©1995 - 2017