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Berlusconi: "Forza Italia tornerà, io ne sarò il numero uno. La giustizia è da riformare"

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L'idea era nell'aria già da mesi e nelle ultime settimane aveva preso sempre più corpo, finchè l'annuncio è arrivato dallo stesso Silvio Berlusconi: il brand Forza Italia rinascerà e segnerà la rinascita del partito del Cavaliere, con l'intenzione di recuperare quel progetto di "rivoluzione liberale" del 1994.

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Berlusconi ha spiegato il ritorno allo spirito della "discesa in campo" di vent'anni fa in un'intervista al Tg1, la prima dopo la recente condanna di primo grado nel processo Ruby: "Il Pdl resterà come coalizione dei partiti di centrodestra: Forza Italia ne farà parte e temo che sarò ancora chiamato ad essere il numero uno".

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Il leader Pdl ha anche rassicurato nuovamente il premier Enrico Letta sulla solidità della maggioranza di governo, derubricando a meri stimoli le dichiarazioni severe sull'operato dei ministri da parte di molti portavoce del Pdl: "Il sostegno nostro e di tutto il movimento al Governo è pieno, convinto e leale. Le critiche di qualche esponente devono essere intese solo come uno stimolo a fare di più".

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Per il Cavaliere è un periodo caldissimo sul fronte dei processi: dopo la condanna di primo grado nel processo Ruby, rischia una nuova imputazione per corruzione nel processo di Napoli sulla compravendita dei senatori, mentre il pg di Cassazione ha confermato (con una piccola riduzione) il maxi-risarcimento dovuto da Fininvest alla Cir di De Benedetti per il Lodo Mondadori. Un attacco concentrico che, secondo il plurimputato e condannato Berlusconi, mira ad eliminarlo dalla scena politica: "Si cerca di portare a conclusione la guerra dei vent’anni contro Berlusconi cercando di colpirlo nel suo patrimonio, nell’immagine, nei diritti politici e ora anche nella libertà". E restando in tema, il Cavaliere avverte Letta: "Se c'è un settore nel nostro Paese che ha bisogno assolutamente di una profonda riforma è quello della giustizia".

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Sulla condanna del Tribunale di Milano a sette anni di reclusione e all'interdizione dai pubblici uffici per il sistema delle cene di Arcore e la famosa telefonata in Questura per il rilascio di Ruby, Berlusconi ha contrattaccato: "E' una sentenza grottesca. Si parla di concussione con un concusso che nega di averla subita, di induzione e non c’è indotto (...) sono stati chiamati 32 testimonia favore. Una cosa mai vista".

Per quanto riguarda la complessa vicenda del Lodo Mondadori, invece, Berlusconi si considera l'unica vittima della cosiddetta 'guerra di Segrate' per l'acquisizione della storica casa editrice milanese: "Per un intervento politico dovetti cedere a De Benedetti e compagnia bella la Repubblica, l’Espresso, 18 giornali e addirittura una cartiera che era della Mondadori, in effetti quando fui costretto a sedermi al tavolo e a cedere queste testate della Mondadori, io rimasi al tavolo addolorato e De Benedetti si alzò felicissimo e soddisfatto, come dimostrano i filmati che ci sono in giro in questi giorni che mandano una intervista che lui rilasciò". Il risarcimento del danno causato alla Cir con la corruzione del giudice Metta (che permise di sottrarre l'azienda a De Benedetti) è stato quantificato in oltre 560 milioni di euro "contro un valore di 100 milioni di azioni Mondadori possedute da Fininvest - ha commentato il leader Pdl - è incredibile".

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