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Berlusconi: giustizia a pranzo e intercettazioni a cena

Silvio Berlusconi è tornato a parlare, ieri sera, in uno dei contesti che (ormai storicamente) di più lo aggradano: una grande tavola imbandita. La cena a Villa Madama ha visto presenti alcuni ministri e big dell'economia. Tra gli altri, il responsabile dell'Economia Giulio Tremonti, della Giustizia Angelino Alfano, degli Affari regionali Raffaele Fitto, i sottosegretari Gianni Letta e Paolo Bonaiuti e il segretario generale della presidenza del Consiglio, Mauro Masi. Tra i presenti, in rappresentanza del mondo economico e imprenditoriale anche l'ad di Fiat Sergio Marchionne e gli amministratori delegati di Enel ed Eni Fulvio Conti e Paolo Scaroni. C'era anche il presidente degli industriali Emma Marcegaglia.

La parola crisi non l'ha pronuncia mai, ma il premier si è detto preoccupato per l'attuale situazione economica internazionale e per i suoi riflessi sull'Italia; tuttavia si è detto fiducioso rispetto alla manovra triennale di Giulio Tremonti, a cui ha riconosciuto il difficile ruolo di responsabile dell'economia italiana.

Berlusconi è tornato a criticare il sistema delle intercettazioni. "Non si può andare avanti così, tutti voi potreste essere ascoltati in questo momento visto che nessuno è al riparo da una situazione non degna di un paese civile". Il premier ha inoltre ribadito la necessità di procedere ad una riforma della giustizia: "non si può prescindere da questo", ha detto.

Stessi toni e argomenti usati poche ore prima a pranzo con gli euro-parlamentari di Forza Italia: "Il problema di questo paese è la giustizia che influisce nella vita di tutti i giorni di ogni cittadino e va anche dritto dritto nel cuore dell'economia - ha detto il premier. Viene usata per condizionare l'economia e la politica. Questa volta vado avanti, non mi fermerà nessuno. E visto che non è possibile fare la riforma della giustizia con l'opposizione, noi andremo da soli: la gente è tutta con me". Il primo punto della riforma della giustizia, che sarà attuata a partire da settembre, è l’immunità parlamentare. Poi riforma del Csm, dell’ordinamento giudiziario, priorità dell’azione penale. "Sono più determinato che mai".

Parole rese ancor più significative in quanto plausibile "risposta" all'ennesimo allarme-democrazia lanciato nello stesso pomeriggio di ieri da un allarmatissimo Antonio Di Pietro: "È l'affondo finale della P2 di ritorno". "Dopo aver delegittimato e umiliato il Parlamento - ha continua - dopo aver zittito l'informazione, adesso parte all'attacco finale della magistratura indipendente, togliendole ogni possibilità di operare". "Ecco perchè - ha concluso Di Pietro - tutti insieme, dobbiamo reagire a quella che è una p2 e non solo... Addirittura una ipotesi di dittatura che si affaccia alle porte".

Ma è giusto chiudere il resoconto della cena a Villa Madama. Superata la "parentesi giustizia", tra una portata e l'altra, Berlusconi ha più volte chiesto ai capitani d'industria presenti suggerimenti e idee per affrontare la difficile congiuntura. Dopo aver presentato uno ad uno i ministri presenti (una decina), ha insistito sul fatto che il governo ha già fatto tanto soprattutto per rilanciare l'immagine del Paese.

Chi era presente ha descritto il premier come "preoccupato" per la congiuntura economica, ma anche "consapevole" delle cose già fatte dal governo. Il Cavaliere ha anche parlato di Alitalia spiegando che il lavoro del governo per trovare una soluzione "è molto avanti" e che presto ci sarà una soluzione. Anche in questo caso, il premier non ha nascosto comunque alcune difficoltà e la complessità della gestione dei rapporti con l'Unione europea.

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