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Berlusconi: il mio partito? Forza Gnocca

  • LaPresse

"Il nuovo partito? Mi dicono che il nome che avrebbe maggiore successo è Forza Gnocca". Silvio Berlusconi scherza con i suoi a proposito della denominazione da dare al proprio schieramento politico - "Pdl non è nel cuore della gente" - e mentre annuncia che "si accettano dei suggerimenti, faremo fare dei sondaggi", non resiste a fare l'ennesima 'battuta' sulle donne.

Facezia che però non ha raccolto consensi nell'opposizione, scatenando anzi un coro di proteste indignate. Il primo a intervenire è stato il segretario del Pd, Pierluigi Bersani, che ha evidenziato come il 'joke' del Presidente del Consiglio sia arrivato in un momento particolarmente inopportuno: "è una cosa desolante. Mi viene in mente che in queste ore stanno facendo i funerali delle cinque donne morte a Barletta". Dello stesso avviso il leader Sel, Nichi Vendola: "nella giornata in cui il nostro Paese celebra il funerale di cinque lavoratrici e il dolore si unisce alla rabbia per questa tragedia ingiusta, il presidente del consiglio si lascia andare in una battuta irripetibile, inaccettabile e assolutamente irrispettosa in un momento così triste".

Il portavoce di Italia dei Valori, Leoluca Orlando, fa invece appello alla coscienza cattolica delle donne del Pdl, giudicando "grave e imbarazzante" il loro silenzio e domandando polemicamente se "si identificano nel nuovo nome del Pdl dato dal premier". Telegrafico ma efficace il leader dei Verdi Angelo Bonelli: "ormai il mondo ci guarda e ride".

Chi ha pagato di più le le spese della giornata particolarmente 'ilare' del Cavaliere è stata però la deputata del Pd Lucia Codurelli, che per aver protestato contro "l'inusuale presenza in aula del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi che non ha ascoltato una sola parola degli interventi ma è venuto alla Camera solo per intrattenersi in capanelli con i suoi deputati, con espressioni e racconti coloriti di cui tutti abbiamo avuto notizia e che hanno disturbato con le loro risate tutti i lavori" si è beccata un insulto per direttissima da un deputato leghista, che le avrebbe gridato: "... fatti scopare...". Episodio denunciato a fine seduta da Andrea Sarubbi del Pd - testimone dell'accaduto - e sul quale indagherà la presidenza della Camera e Questori.

Ma Berlusconi non è sembrato minimamente preoccupato dell'ennesimo polverone sollevato dalle sue intemperanze umoristiche e per l'intera la giornata di ieri ha parlato a tutto campo della situazione politica ed economica italiana, non risparmiando frecciate e osservazioni al vetriolo.

Così, dopo avere rassicurato i presenti (e non solo) che i rapporti con Tremonti sono di "concordia assoluta", ha lanciato il suo affondo contro chi critica la manovra, tirando in ballo pure gli altri paesi membri della UE: "la manovra non è facile. Le nozze coi fichi secchi non si possono fare, altrimenti anche gli altri governi avrebbero assunto determinazioni". E ai 'sabotatori' che parlano di un nuovo governo risponde "mi fanno ridere" e chiede: "arriva un altro, ma poi cosa fa? Ma va'...", aggiungendo che "andremo avanti fino al 2013, perché il nostro obiettivo è completare le riforme e il programma. Questo a meno di imprevisti, che nel caso ci fossero, non ci darebbero il tempo nemmeno di cambiare il nome del partito". Riflessione tra le quali non poteva mancare l'ormai consueto attacco ai giudici - "ci sono schegge impazzite che puntano all'eversione" - e una battuta sul commento dell'AD di Fiat Sergio Marchionne secondo cui Confindustria fa troppa politica: "la testa ce l'avete anche voi".

Insomma, un Berlusconi in gran spolvero che assicura che il successore di Draghi in Bankitalia sarà nominato entro il 1° novembre - non curandosi degli strali lanciati da Montezemolo, che ha parlato di "spettacolo irresponsabile" a proposito del ritardo nella scelta - e che non pare per nulla preoccupato dei continui segnali di scissionismo lanciati dall'alleato storico Umberto Bossi: "sembra obiettivamente complicato che il governo arrivi al 2013. Mi sembra difficile spennare la gente e farsi votare. Meglio andare prima. A Berlusconi l'ho sempre detto, però il premier è lui".

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