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Berlusconi in Kenya da Briatore prepara il ritorno in politica

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Mentre al workshop Ambrosetti a Cernobbio s'infiammava il dibattito politico su un Monti-bis, con Alfano disposto ad accettare un nuovo mandato del professore solo se votato perché presente "sulla scheda elettorale" e Casini che dalla festa dell'UDC a Chianciano ribadiva invece con forza "per noi dopo Monti c'è Monti", e mentre dal palco della festa Democratica di Reggio Emilia Bersani faceva sapere che "il Pd è pronto a governare", del Cavaliere non si è avuta notizia.

Casini vs Alfano: è scontro sul Monti-bis

Bersani: "Pd pronto a governare"

Evocato dai giornalisti che hanno chiesto ad Angelino Alfano se il nome di Silvio Berlusconi sarebbe stato sulla scheda elettorale - "credo di sì" la laconica risposta del delfino - l'ex premier ha scelto di spendere i primi giorni di settembre per finire di preparare la strategia per il suo rientro in politica, partendo dalla propria forma fisica per arrivare alla tanto attesa riforma della legge elettorale, e per farlo ha scelto il buen retiro kenyota del resort 'Lion in the Sun' dell'amico Briatore.

Stando a quanto riporta oggi Il Corriere della Sera, il leader del Pdl sta dunque seguendo un rigido programma di 'remise en forme' alimentare, esce solo la mattina presto "per lunghe passeggiate e un bagno a mare" e il resto del tempo lo passa tra il centro benessere del resort e lo studio della strategia con la quale traghettare il partito alle prossime elezioni, a partire dalla nuova (e sempre più attesa) legge elettorale.

Secondo il segretario dei Repubblicani, Francesco Nucara, "Berlusconi rilancerà il sistema proporzionale tedesco. E lo farà al Senato, dove Pdl e Lega hanno la maggioranza". L'idea del Cavaliere è infatti di bypassare la Camera - dove la sua coalizione è in minoranza e c'è pure il rischio del voto segreto - e di puntare su rinnovate alleanze: "A quel punto, se il blitz del Senato gli riesce, sul sistema tedesco Berlusconi non avrebbe più problemi. Casini, su cui Silvio sta lavorando per separarlo da Bersani, non potrebbe che votare a favore" conclude Nucara.

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Una strategia che spiegherebbe l'altolà di Fabrizio Cicchitto al premio di maggioranza - "quello del 15% è troppo alto" - e il cauto ottimismo espresso ieri da Luciano Violante: "L'intesa sulla legge elettorale si può ancora trovare". L'unico a non essere pienamente convinto rimane Pierluigi Bersani, ma se il "blitz" di Berlusconi dovesse andare a buon fine, allora la riforma sarebbe davvero a un passo, con buona pace di dubbiosi e scontenti.

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