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Berlusconi in ospedale, disturbi alla vista. Processo Ruby, pm: "No a legittimo impedimento"

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Update ore 15.40
Il Tribunale di Milano ha deciso di accogliere la richiesta di legittimo impedimento avanzata per Silvio Berlusconi dai suoi legali, giudicandolo "legittimo e assoluto allo stato". Dunque, in contrasto con quanto domandato dal pm Ilda Boccassini, l'udienza è stata sospesa e aggiornata a lunedì 11 marzo, come previsto dal calendario. Alberto Zangrillo, medico personale del Cavaliere, durante una conferenza stampa al San Raffaele ha detto di non escludere che l'ex premier "si trattenga in ospedale fino a domani, al momento è ricoverato in day hospital", dopo che si era sentito male nella notte per l'aggravarsi dei sintomi dell'uveite che lo affligge da giorni. Il processo Ruby, dunque, è sospeso in attesa del certificato annunciato da Ghedini e dagli altri legali del Cavaliere che attesta l'effettivo ricovero dell'ex premier.

Silvio Berlusconi ieri ha invocato il legittimo impedimento per rinviare l'udienza di oggi del processo Ruby con la prevista requisitoria del pm Ilda Boccassini, ma il magistrato ha risposto picche e quindi - congiuntivite o no - il Cavaliere potrebbe doversi presentare lo stesso in Aula e ascoltare la richiesta di pena della sua 'grande nemica' in merito ai reati di concussione e prostituzione minorile dei quali è accusato.

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Non sembra essere bastato, dunque, il certificato medico prodotto ieri da Berlusconi, in cui lo specialista consultato dall'ex premier dichiarava che il suo paziente "soffre di uveite, una sindrome infiammatoria dell'occhio che si trascina da tempo e non accenna a regredire" e che, pertanto, necessita "di almeno sette giorni di riposo assoluto senza esporsi alla luce", ovvero deve "stare 'segregato' in casa per una settimana": per Boccassini la malattia del Cavaliere "non rappresenta un impedimento assoluto" .

Il pm, infatti, ha rilevato che gli avvocati di Berlusconi hanno presentato "un'escalation di certificati medici che sembra proprio fatta apposta per non celebrare l'udienza", dal momento che "un medico serio avrebbe dovuto rilevare fin dalla prima visita" che l'ex premier aveva bisogno di un periodo di "riposo assoluto" di sette giorni e non produrre uno stillicidio di certificati, culminati con la richiesta di legittimo impedimento dell'ultimo.

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Al momento i giudici della quarta sezione penale del Tribunale di Milano sono in camera di consiglio per valutare la domanda avanzata dai legali di Berlusconi, ma è facile immaginare che Boccassini non farà tanto facilmente marcia indietro. Neppure a fronte del ricovero del Cavaliere all'ospedale San Raffaele e alle proteste di Ghedini e co., che l'hanno accusata di ragionare secondo la "logica del sospetto".

Una posizione di 'chiusura' da parte dei pm che inevitabilmente inasprirà ancora il conflitto tra Berlusconi e la magistratura - contro la quale il Cavaliere ha annunciato una marcia di protesta per il prossimo 23 marzo - dal momento che, come fatto rilevare da un altro degli avvocati dell'ex premier, Piero Longo, Berlusconi per il "grave disturbo alla vista" che lo affligge ha dovuto rinunciare anche ad altri impegni istituzionali, quali l'incontro con Mario Monti e l'ufficio di presidenza del Pdl. Insomma, una strategia che sembra dire: nessuna scusa, il Cavaliere sta male, ma la magistratura è così prevenuta contro di lui da non accettare neppure l'evidenza del suo ricovero in ospedale...

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