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Berlusconi ineleggibile: "Pd attacca me e M5S per correre da solo"

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Dopo aver osservato in silenzio il gioco delle parti, con esponenti del Pd (ancora? di nuovo?) diviso e il M5S pronto a votare la sua ineleggibilità e con i grillini nell'occhio del ciclone per il Ddl anti-movimenti di Finocchiaro e Zanda, Silvio Berlusconi ha deciso di rompere il silenzio e di dire la sua in proposito in una serie di interviste rilasciate - of course - sulle reti Mediaset.

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Il Cavaliere ha scelto lo stile dell'ironia caustica-sprezzante, osservando che negli ultimi giorni "sono venute fuori delle ipotesi divertenti: mi sembra che qualcuno abbia portato avanti l'ipotesi di ineleggibilità del sottoscritto dopo 20 anni di voti di milioni di italiani" e rilevando - con un'arguzia che impedisce al Pd di chiamarsi fuori e fare finta di nulla - che tutto ciò è avvenuto anche "dopo che tanti parlamenti hanno sempre approvato la mia eleggibilità". Un messaggio crittato, ma che si può facilmente interpretare come un monito, un avvertimento, a coloro che in tutti questi anni hanno scelto di non affossarlo per ragioni che non si conoscono, ma si possono intuire.

Non solo. Per dare forza alla sua disamina, e arrivare a una conclusione che sa di knock-out, nel calderone Berlusconi ci ficca anche l'odiato avversario, Beppe Grillo. Secondo il Cavaliere, infatti, mettendo insieme la strategia per la sua ineleggibilità e quella per "l'incandidabilità del M5S che è votato - benché sia un movimento di cui si possa dire, e io ne sono convinto, tutto il peggio possibile - da milioni di italiani", salta fuori un "qualcuno" che "è un genio, perché eliminato Berlusconi e il Pdl, eliminato Grillo e il M5S, il Pd correrebbe da solo". E allora, conclude beffardo Berlusconi, "mi domando dove e perché l'hanno tenuto nascosto fino ad adesso".

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Il destinatario della filippica-avvertimento del leader del Pdl è dunque il Pd? Berlusconi è sornione e gioca con il gatto con il topo, ma per chi ancora avesse dei dubbi, dopo questa 'esternazione' è chiaro una volta di più che il governo Letta è prigioniero del Cavaliere. Anche se Berlusconi - da scaltro comunicatore qual è - prima di congedarsi riserva parole di miele al premier, definendo l'attuale esecutivo "epocale: è la prima volta che centrodestra e centrosinistra governano insieme" e sottolineando l'esistenza di "una maggioranza che in Parlamento potrebbe approvare davvero tutto, perché ha grandi numeri".

Un messaggio pieno di sottintesi, allusioni, non detti, con dall'altra parte un avversario, il Pd, incapace di ricompattarsi e di opporre un'efficace resistenza, e un altro, il M5S, troppo acerbo e ingenuo per riuscire a evitare indenne tutte le trappole (interne ed esterne) che trova sulla sua strada. Risultato? Un Berlusconi compiaciuto che può portarsi a casa i meriti della sospensione dell'Imu (imposta nata sotto il suo esecutivo), promettendo anche la sua "completa abrogazione per il futuro", e mescolare interessi di stato e privati affermando: "Noi vogliamo il dimezzamento del numero dei parlamentari, maggiori poteri al primo ministro e l'elezione diretta del presidente della Repubblica". Insomma, meglio di così: se va male, è colpa di Letta e del Pd, e se va bene, il merito è tutto suo...

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