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Berlusconi-Lario, sentenza di divorzio: 100mila euro al giorno per Veronica

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La sentenza della nona sezione civile del Tribunale di Milano è arrivata a ridosso del Natale, nel massimo riserbo: sì è conclusa la causa di "separazione non consensuale" tra Silvio Berlusconi e Veronica Lario, avviata ormai tre anni fa. All'ex signora Berlusconi andranno tre milioni di euro ogni mese, circa 100mila euro al giorno, mentre a Silvio Berlusconi resta la villa di Macherio stimata in 78 milioni di euro. Entrambi i coniugi hanno rinunciato a chiedere l'addebito di colpa.

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Le cifre stellari che il Cavaliere dovrà versare all'ex consorte si giustificano con le previsioni dell'articolo 156 del codice civile, che regolamenta i parametri del mantenimento del tenore di vita analogo a quello goduto durante la convivenza della coppia, nel caso sussista una disparità economica tra i due coniugi. In sostanza, Berlusconi pagherà quanto necessario a far sì che la Lario mantenga uno stile di vita economicamente pari a quello precedente alla separazione: i tre milioni di euro mensili compensano il fatto che alla donna non vada alcuna proprietà immobiliare.

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E' saltata infatti la prima ipotesi di un accordo che prevedesse il lascito in usufrutto a vita di Villa Belvedere a Macherio, in cui la Lario ha vissuto per 20 anni e dove ha cresciuto i tre figli del Cavaliere, Barbara, Eleonora e Luigi. Un'offerta ritirata da Berlusconi e ridotta a "soli" 300mila euro al mese. Decisamente molto meno di quanto statuito dalla sentenza di separazione.

Villa Belvedere a Macherio resta quindi nel patrimonio di Berlusconi, poichè non essendoci figli minori o economicamente non indipendenti, la casa coniugale non può essere assegnata all'altro coniuge a titolo di mantenimento. La sentenza non modifica l'assetto dell'eredità dei tre figli avuti da Veronica, cui è stato intestato il 7,5% di Fininvest, rispetto ai due figli nati dal primo matrimonio del Cavaliere, Marina e Piersilvio, rispettivamente ai vertici di Mondadori e Mediaset.

Nella separazione, che resta "non consensuale", la Lario e Berlusconi hanno rinunciato all'addebito di colpa: una scelta che agli inizi era parsa poco probabile, visto l'annuncio a mezzo stampa della Lario di chiedere il divorzio dopo le note vicende che avevano coinvolto l'allora premier (in particolare, la sua partecipazione alla festa a Casoria della 18enne Noemi Letizia e le candidature di giovani ragazze al Parlamento europeo, definito "ciarpame senza pudore" dalla Lario). Tutto è bene quel che finisce bene.

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