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Berlusconi-Lega Nord, accordo: "Alfano forse premier, io all'Economia"

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"Habemus papam. Questa notte alle 1.30 è stato firmato ad Arcore l'accordo tra la mia formazione politica e la Lega Nord". Ai microfoni di RTL 102.5, Silvio Berlusconi annuncia in diretta e in anteprima di avere finalmente raggiunto un'intesa con l'alleato storico, dopo giorni febbrili di incontri e contrattazioni senza esclusioni di colpi, come la minaccia di far cadere tutte le giunte del Nord se il Carroccio non avesse accettato di correre insieme alle prossime politiche.

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Firmatari dell'intesa, "per il Popolo della Libertà Silvio Berlusconi e per la Lega Nord Roberto Maroni", con l'accordo che il segretario del Carroccio "sarà il candidato comune per la Regione Lombardia", mentre Berlusconi sarà ("anzi, sono", come si è subito corretto il Cavaliere) "il federatore, il leader della coalizione dei moderati". Sciolto dunque il nodo della premiership, dopo che nei giorni scorsi sembrava che l'alleanza tra Lega e Pdl dovesse saltare proprio per l'opposizione dei 'duri e puri' del Carroccio ad accettare di correre in una coalizione guidata dal Cavaliere.

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E invece stanotte, ad Arcore, Berlusconi, Alfano, Verdini, Bonaiuti e Maroni hanno trovato la tanto sospirata 'quadra' per arrivare alle politiche e alle regionali del prossimo febbraio con una coalizione in grado di contrastare tanto il Pd (dato a più del 30% nei sondaggi) che la Lista Monti, che a quanto pare si attesterebbe in una forbice tra il 16 e il 25%, come rilevato da un sondaggio Demopolis presentato l'altra sera da Lilli Gruber al professore, in occasione della partecipazione di quest'ultimo a Otto e mezzo.

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Su Berlusconi leader il segretario del Pdl era stato chiaro, affermando che rinunciare a lui sarebbe stato impensabile, dal momento che "ci sta facendo guadagnare moltissimo nei sondaggi", ma non è detto che alla fine, in caso di vittoria, sarà il Cavaliere a fare il premier. E' lo stesso Berlusconi a rilanciare l'ipotesi di un altro ruolo a RTL 102.5, dopo che già nei giorni scorsi aveva nicchiato sulla tipologia del proprio impegno. "Il premier sarà da decidere all'atto di un'eventuale vittoria e come ho già avuto modo di dichiarare, dopo questi anni di esperienza io preferirei fare il ministro dell'Economia", ha detto infatti il Cavaliere, che ha motivato la sua posizione spiegando che il Presidente del Consiglio non ha poteri, se non "redigere l'ordine del giorno delle riunioni dei Consigli dei Ministri", mentre "per quello che ci sarà da fare, è molto importante la figura del ministro dell'Economia".

Incalzato in diretta da una domanda di Roberto Calderoli, Berlusconi ha quindi precisato che "in caso di vittoria sarà Angelino Alfano" il premier, ribadendo di avere "già indicato il mio successore e penso sarà ancora lui", poi, ormai calato nel (prossimo?) ruolo, ha affermato che il suo primo obiettivo nella nuova legislatura sarà di "invertire totalmente la rotta da una politica economica recessiva di rigore e austerità a una di crescita ed espansione".

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Berlusconi ha concluso senza nessun accenno alla richiesta della Lega che il 75% delle tasse versate dal Nord resti nelle casse del Nord (anche se è presumibile che la quadra sia stata trovata anche qui), mentre ha parlato della sua partecipazione a Servizio Pubblico di Michele Santoro, prevista per il 10 gennaio: "Vado da Santoro perché non ho paura di nessuna domanda. Sono un guerriero", aggiungendo che il giornalista è "l'unico che mi ha offerto la prima serata" e sottolineando che "dopo che sono stato assente delle tv per 13 mesi sono in credito con il Pd, che con le primarie è apparso per 124 ore, di 120 ore".

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