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Berlusconi non si presenta a Palermo dai pm. E sceglie il nuovo nome del Pdl

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I pm di Palermo hanno aspettato invano Silvio Berlusconi: il Caveliere aveva già annunciato, la scorsa settimana, che non si sarebbe presentato in Procura, perchè ufficialmente "all'estero per altri impegni assunti in precedenza", chiedendo contestualmente un rinvio dell'audizione. Berlusconi avrebbe dovuto essere ascoltato oggi dai magistrati che indagano sulla presunta estorsione di Marcello Dell'Utri ai suoi danni e alla figlia Marina, la presidente di Finivest già sentita il 24 luglio scorso a Palermo.

Marcello Dell'Utri indagato a Palermo per estorsione a Berlusconi

Dunque, nonostante gli impegni istituzionali sianno ormai cessati in quanto non ricopre più cariche di governo, Berlusconi ha posto ancora una volta un impedimento all'incontro con i magistrati che indagano sulla trattativa Stato-mafia e che hanno avanzato sospetti sui rapporti economici intrattenuti dal Cavaliere con il co-fondatore di Forza Italia Marcello Dell'Utri. L'attenzione dei pm si è concentrata su 40 milioni di euro, versati negli ultimi anni a favore del senatore siciliano a titolo di prestito infruttifero, e sull'acquisto della villa di Dell'Utri sul lago di Como, che Berlusconi ha pagato inspiegabilmente il doppio del prezzo stimato.

Intanto, concentrato com'è sulla sua possibile candidatura alla premiership nel 2013, di cui ha parlato recentemente al quotidiano Libération, Berlusconi avrebbe scelto il nuovo nome del partito. Un'operazione di restyling annunciata da mesi, sulla quale si sono rincorse diverse voci e anche proposte ironiche (come quella di Forza Gnocca, emersa nel transatlantico di Montecitorio nel bel mezzo della bufera sul caso Ruby, ndr). Stavolta invece, stando alle rivelazioni in esclusiva di Affaritaliani.it, il nuovo nome ci sarebbe. E non si tratta di recuperare il vecchio Forza Italia (o quasi), come proposto con scarso succeso dallo stesso Berlusconi a metà luglio.

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Il nuovo partito dovrebbe chiamarsi semplicemente Italia: un marchio snello e semplice, non soggetto alla riduzione in sigle anonime e poco comunicative. Un ritorno al passato, ma solo in parte, perchè scomparirebbe l'allusione al tifo calcistico che era propriamente associata alla metefora della prima "discesa in campo" berlusconiana, in favore di una scelta volta alla sobrietà. Il logo rimarrebbe simile a quello attuale, sempre con il nome del Cavaliere sul simbolo, accompagnato da una fascia tricolore (certamente gradita agli ex Alleanza Nazionale).

Certo non si può dire che sia una trovata originale: di partiti col nome del Belpaese se ne contano già diversi, dall'Alleanza per l'Italia di Rutelli a Futuro e libertà per l'Italia di Fini. Proprio con lui era nato, tra mille forzature, il progetto del Partito della libertà, disgregatosi dopo la scissione dei finiani e crollato nei sondaggi con la fallimentare esperienza di governo. Ora è tempo di cambiare strada e anche questo tentativo di rinnovamento sembra essere indirizzato a risollevare le sorti di un partito che quasi certamente si affiderà di nuovo a Silvio Berlusconi per la sfida elettorale del 2013.

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