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Berlusconi presenta ricorso per la sentenza di divorzio da Veronica Lario

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Dopo la campagna elettorale e il voto dello scorso 24-25 febbraio, si rialza il sipario sulla sentenza di separazione tra Silvio Berlusconi e Veronica Lario. Il Cavaliere, infatti, tramite i suoi avvocati Piero Longo e Niccolò Ghedini ha deciso di impugnare la decisione della nona sezione civile del Tribunale di Milano che lo condanna a pagare alla ex moglie 36 milioni di euro all'anno, per garantirle "un tenore di vita analogo a quello goduto durante la convivenza", e di presentare ricorso contestualmente alla richiesta ai giudici di secondo grado di sospendere con effetto immediato l'esecuzione (provvisoria) della sentenza di primo grado, cioè il pagamento degli alimenti.

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Berlusconi e i suoi legali sostengono infatti che la decisione è "abnorme" e "fuori da ogni logica", dal momento che la somma dovuta a Lario eccederebbe i guadagni del Cavaliere (il cui patrimonio complessivo è stato stimato da Forbes nel 2012 pari a 5,9 miliardi di dollari, 3 in meno rispetto al 2011) e sarebbe inoltre di molto superiore alla proposta fatta agli avvocati dell'ex moglie di 300 mila euro al mese più 7 milioni di euro lordi all'anno. Dunque, dopo aver fatto 'buon viso a cattivo gioco' in previsione delle elezioni e aver accettato almeno formalmente la sentenza - con Lario che ha contestualmente rinunciato alla villa di Macherio (del valore di 78 milioni di euro) e all'addebito 'per colpa' - gli avvocati di Berlusconi hanno portato avanti mesi di trattative segrete con quelli di Veronica, che però evidentemente non sono andati a buon fine, convincendo infine Ghedini e Longo a svelare le carte e a giocare allo scoperto, con una strategia aggressiva e strutturata, che prende le mosse (ancora una volta) dal presunto accanimento dei giudici contro il Cavaliere.

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Gli avvocati di Berlusconi, infatti, hanno gettato il primo seme del loro contrattacco con la richiesta di spostare il procedimento Mediaset da Milano a Brescia a causa della "ostilità ambientale" della piazza. Nelle 39 pagine di motivazione della domanda, al punto 5 si fa proprio riferimento alla "causa civile numero 77272/2009" (ovvero quella di separazione del Cavaliere da Veronica Lario), che viene definita "oggettivamente senza precedenti in Italia", e poi si ricorda che "l'onorevole Berlusconi" è stato condannato "al pagamento di una somma mensile più gli arretrati pari a una cifra addirittura superiore ai suoi guadagni", definendo il fatto una "problematica endoprocessuale", ma da valutare "nel contesto generale della prevenzione della magistratura milanese nei confronti dell'on. Berlusconi", con una "magistratura che assume decisioni del tutto abnormi e fuori da ogni logica".

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Insomma, un vero e proprio colpo gobbo per preparare il terreno alla successiva battaglia relativa al procedimento di separazione del Cavaliere dall'ex moglie, al quale si aggiunge il richiamo alla presa di posizione del presidente della Corte d'Appello di Milano, Giovanni Canzio, in merito al (tristemente) famoso attacco di Berlusconi alle "tre giudichesse comuniste". Ghedini e Longo, infatti, scrivono che "non appena l’onorevole Berlusconi ha osato non già criticare, ma osservare che la decisione gli appariva fuori da ogni logica (oltre tre milioni di euro mensili alla ex moglie)", Canzio e il presidente del Tribunale di Milano sono intervenuti "pesantemente con un comunicato stampa con cui stigmatizzavano le sue dichiarazioni".

Una "anomalia", come è stata definita nel documento, sulla quale è evidente che gli avvocati del Cavaliere vogliono puntare forte per costruire l'appello e ottenere condizioni economiche meno onerose per il loro assistito. In merito, c'è già chi parla di un probabile accordo con Veronica Lario che prevederebbe la Villa di Macherio e una cifra annua di 1 milione e 500 mila euro. Ma solo di voci si tratta, a maggior ragione ora che Berlusconi ha deciso di utilizzare una strategia che - almeno fino a ora - gli ha portato sempre bene...

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