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Berlusconi: "Processi accelerati? Pd non vuole pacificazione. Governo Letta avanti su Imu e Iva"

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Nelle ultime ore i commentatori politici si interrogavano sul silenzio di Silvio Berlusconi dopo la fissazione dell'udienza in Cassazione per il processo Mediaset al 30 luglio e le polemiche sulla tenuta del governo: nessuna dichiarazione ufficiale da parte del leader del Pdl, che resta defilato mentre tutto lo stato maggiore del partito in questi giorni ha minacciato di staccare la spina all'esecutivo. Berlusconi parla però ai suoi in una riunione dell'ufficio di presidenza convocata nel pomeriggio a Palazzo Grazioli.

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Per il Pdl, spiega il Cavaliere, è il momento dell'unità e non delle divisioni: niente più falchi e colombe, come aveva annunciato la Santanchè all'indomani della decisione del Palazzaccio, con le voci del partito che all'unisono si schierano in difesa del leader. In sostanza il Pdl è da due giorni in riunione permanente e per questo ieri ha scatenato il caos con la richiesta di sospensione dei lavori parlamentari (votata, tra gli altri, anche dal Pd). Oggi è toccato al leader serrare le fila e richiamare l'attenzione su un cambio registro.

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Nessuna tentazione di staccare la spina, o almeno è questo quello che filtra dalle indiscrezioni sulla riunione cui hanno partecipato, tra gli altri, anche il segretario e ministro degli Interni Angelino Alfano, i capigruppo di Camera e Senato Renato Brunetta e Renato Schifani, i ministri Maurizio Lupi e Beatrice Lorenzin, Micaela Biancofiore, il coordinatore Denis Verdini. L'input di Berlusconi ai big del partito è perentorio: "Ora serve agire uniti" avrebbe dichiarato Berlusconi, mostrando apprezzamento per la compattezza degli esponenti azzurri di Camera e Senato mostrata nelle ultime ore.

Riguardo al governo Letta il Cavaliere avrebbe spinto per mantenere gli impegni elettorali su Imu ed Iva ed invitato a far rientrare le minacce di Aventino e dimissioni di massa: "Il governo va avanti" avrebbe detto. No ad azioni eclatanti, dunque, piuttosto l'impegno a realizzare i punti promessi in campagna elettorale e una mobilitazione del partito a livello territoriale sui temi della giustizia. Una campagna per spiegare che una parte della magistratura è come una "associazione segreta" di cui non si conoscono gli aderenti. Una situazione da spiegare con "i gazebo, in tutto il Paese, per invitare la gente a firmare i referendum dei radicali sulla giustizia", tra cui quello sulla separazione delle carriere tra magistrati inquirenti e giudicantiche sta particolarmente a cuore al Cavaliere.

Berlusconi ha anche ribadito l'intenzione di tornare a Forza Italia, un progetto che prenderà corpo da settembre, forte dei sondaggi che danno il centrodestra in risalita rispetto al voto di febbraio. Ma il fulcro della riunione è stata la questione Mediaset. Secondo una prima versione delle dichiarazioni di Berlusconi, poi rettificata dalla nota ufficiale dell'ufficio di presidenza, l'accelerazione dei processi nell'ultimo periodo sarebbe da attribuirsi ad una parte della maggioranza che non vuole un governo di pacificazione. Una fronda del Pd che punta a destabilizzare l'esecutivo colpendo il leader di uno dei partiti della maggioranza. Un passaggio spiegato così nella nota ufficiale del partito: "Il Presidente Berlusconi non ha mai detto e neppure pensato, come gli viene erroneamente attribuito, che l'accelerazione dei processi che lo riguardano sia responsabilità di 'una parte della maggioranza contraria alle larghe intese'. Ha detto invece che 'c'è chi non vuole un governo di pacificazione', senza riferirsi o accusare in alcun modo l'attuale maggioranza".

Infine, l'auspicio che la Cassazione rimetta in discussione la condanna in secondo grado a 4 anni di carcere e 5 di interdizione dai pubblici uffici per frode fiscale nel processo Mediaset. Forse anche alla luce del fatto che il collegio giudicante, come riportato oggi dai principali quotidiani online, sarà composto da toghe considerate "conservatrici" o comunque lontane dalla corrente di "Magistratura democratica": "Spero fino all'ultimo, sono convinto che la Cassazione non mi condannerà" avrebbe detto Berlusconi subito dopo l'ufficio di presidenza del Pdl.

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