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Berlusconi, processo Mediaset: tutti gli scenari, dalla condanna all'assoluzione

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In un'intervista a Libero, Silvio Berlusconi ha dichiarato, in caso di condanna definitiva al processo Mediaset, di essere intenzionato ad andare in carcere e di non volersi trasformare in un "esule, come fu costretto a fare Bettino Craxi". Una dichiarazione a effetto (smentita poi dal Pdl con una nota ufficiale piuttosto seccata, dove si legge che "il Presidente Berlusconi non ha rilasciato alcuna intervista" e che "Belpietro ha liberamente interpretato il senso di un colloquio in cui sono state confermate l'assoluta infondatezza delle accuse rivolte al Presidente Berlusconi e la sua precisa volontà di continuare a offrire il suo contributo al popolo dei moderati"), che però ha ben poche probabilità di corrispondere alla realtà: anche in caso di conferma della pena di 4 anni di reclusione e di 5 di interdizione dai pubblici uffici, infatti, il Cavaliere non passerà neppure un solo giorno in carcere (pure se dovesse fare gesti eclatanti alla Sallusti). Quali sono dunque gli scenari possibili dell'atteso verdetto di domani, 30 luglio 2013?

Berlusconi sul processo Mediaset: "Se condannato andrò in carcere, non sarò esule come Craxi"

La speranza di Berlusconi e dei suoi legali, Niccolò Ghedini e il professor Franco Coppi, naturalmente è che la Cassazione accolga almeno uno dei cinquanta motivi di ricorso presentati e si pronunci per l'assoluzione, che potrebbe essere interlocutoria o definitiva. Nel primo caso significa che la Corte annulla la sentenza d'Appello, indicando il 'punto debole' da riconsiderare e rimotivare: se così fosse, il Cavaliere potrebbe sperare nella prescrizione prevista a settembre 2014 dell'ultima imputazione del 2003. Se invece l'assoluzione fosse definitiva, il processo si concluderebbe senza alcuna conseguenza per Silvio Berlusconi: ipotesi remota, ma non impossibile, dal momento che Ghedini e Longo puntano moltissimo sul fatto che non avendo firmato le dichiarazioni dei redditi Mediaset 2003-2004 al centro del dibattimento, il Cavaliere per loro non risulta sostanzialmente imputabile di alcun reato.

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L'altro scenario - statiscamente più probabile, ma non per questo certo - è che la Cassazione confermi la pena stabilita in Appello: in questo caso, allora, il Cavaliere sarebbe condannato come da sentenza, ma eviterebbe comunque il carcere. Dei 4 anni richiesti, infatti, 3 sarebbero condonati dall'indulto del 2006 e per l'anno residuo Berlusconi ha facoltà di fare richiesta per l'affidamento in prova ai servizi sociali, che gli verrebbero sicuramente accordati, dal momento che i requisiti necessari sono pena da scontare inferiore ai 18 mesi, domicilio idoneo e mancanza di pericolosità sociale. Ma se - con gesto eclatante - decidesse di rinunciare a questo suo diritto, il Cavaliere comunque non finirebbe in prigione: in quanto ultrasettantenne, infatti, anche nel peggiore dei casi gli verrebbero comunque accordati gli arresti domiciliari.

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Diverso invece il caso dell'interdizione dai pubblici uffici. La conferma dei 5 anni di pena farebbe decadere Berlusconi da parlamentare e gli impedirebbe di ricandidarsi a nuove elezioni. Ma pure qui, non è escluso il colpo di scena: dovesse mai presentarsi questa eventualità, il Pdl potrebbe infatti tentare di fare decadere in Aula la sentenza della Cassazione, nel doppio passaggio previsto in Senato e alla giunta delle immunità. Una prima assoluta nella storia di Italia, alla quale si potrebbe avere il (dubbio) privilegio di assistere...


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