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Berlusconi rinviato a giudizio per corruzione: sarà processato per la compravendita dei senatori

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di Claudia Gagliardi

Alla fine il processo più temuto da Silvio Berlusconi è arrivato: l'ex premier è stato rinviato a giudizio dal tribunale di Napoli nell'ambito dell'inchiesta sulla cosiddetta compravendita dei senatori. Berlusconi sarà processato dai giudici della IV sezione penale di Napoli a partire dall’11 febbraio 2014: secondo l'accusa, ha versato 3 milioni di euro all'ex senatore Idv Sergio De Gregorio affinchè contribuisse alla crisi del governo che ha portato alla caduta del governo Prodi.

Silvio Berlusconi condannato a due anni di interdizione dai pubblici uffici. Il Pdl insorge

Insieme a Berlusconi, il giudice per l’udienza preliminare Amelia Primavera ha rinviato a giudizio anche il faccendiere Walter Lavitola: per entrambi l'accusa è di corruzione. In particolare, l'ex direttore de L'Avanti ha rilasciato una deposizione davanti al gup Primavera e i ai pm titolari del fascicolo Alessandro Milita ed Henry Hohn Woodcock proprio in mattinata. Appena tornato in carcere a Napoli nell'ambito di un altro procedimento sulla estorsione ai danni di Berlusconi, Lavitola ha ammesso di aver consegnato il denaro a De Gregorio ma di non essere al corrente dell'azione corruttiva in atto: "Sono stato corriere inconsapevole. Mi si accusa di avere portato mezzo milione di euro a De Gregorio in un pacchettino. Io ho dato questi soldi in nero, ma sono stato solo un postino, non conoscevo la ragione del pagamento". La deposizione di Lavitola, che ha nominato tra i suoi legali anche Guido Paniz, l'ex senatore Pdl già difensore del Cavaliere, è parsa a tratti contraddittoria: secondo il faccendiere, la somma corrisposta a De Gregorio faceva parte di finanziamenti per il quotidiano l'Avanti di cui entrambi erano editori. "Se avessi davvero portato i soldi all'allora senatore De Gregorio sarei stato comunque solo un corriere, non c'è alcuna prova che io potessi sapere che era denaro di corruzione - ha sostenuto Lavitola - Sarei stato un semplice vettore".

Sergio De Gregorio a Servizio pubblico: "3 milioni da Berlusconi per sabotare il governo Prodi"

Al reoconfesso Sergio De Gregorio, che ha raccontato ai pm di aver negoziato la sua funzione di senatore con Berlusconi ottenendo da lui 3 milioni di euro per far cadere il governo Prodi, è stato ratificato il patteggiamento a 20 mesi. L'ex senatore dell'Italia dei Valori, poi passato al Pdl, ha confessato di aver ricevuto da Silvio Berlusconi 1 milione di euro regolarmente denunciato per il finanziamento del suo soggetto politico, la fondazione Italiani nel mondo, più due milioni di euro in nero: soldi che rientrano nell'ambito di una strategia corruttiva mirata a far mancare il numero necessario dei senatori alla già debole maggioranza che sosteneva il governo di Romano Prodi. Un'azione di sabotaggio all'esecutivo di centrosinistra, l'aveva definita De Gregorio durante una recente puntata di Servizio pubblico su La7: tra il 2006 e il 2008 furono versati in totale 3 milioni di euro a De Gregorio per indurlo a passare dal centrosinistra al centrodestra e affinchè convincesse anche altri colleghi a farlo, nell'ambito della cosiddetta "operazione libertà" pilotata da Berlusconi in persona.

Già condannato in via definitiva per frode fiscale nel processo Mediaset e a 7 anni in primo grado nel processo Ruby, arriva per Berlusconi il processo più squisitamente politico: il Cavaliere sarà giudicato a partire da febbraio, un anno dopo la notifica dell'iscrizione nel registro degli indagati. Per lui i pm di Napoli avevano chiesto, senza ottenerlo, il rito abbreviato. Nel processo potrebbero essere chiamati a testimoniare diversi ex senatori Idv, l'ex premier Romano Prodi e la senatrice Anna Finocchiaro, già ascoltati durante le indagini come persone informate dei fatti. Per Berlusconi il processo comincia dopo che sarà votata in Parlamento la sua decadenza e probabilmente quando sarà in arrivo la sentenza definitiva sull'interdizione dai pubblici uffici come pena accessoria nell'ambito della condanna Mediaset. Dunque il Cavaliere si ritroverà ad affrontare un processo senza avere l'immunità parlamentare: il suo più grande timore, ribadito più volte in questi mesi stando ai retroscenisti, è proprio quello che i pm di Napoli possano spiccare un mandato di cattura non appena varata la sua decadenza dal Senato. Voci richiesta di arresto sono state finora smentite dalla Procura di Napoli.

Come sempre il Pdl ha fatto quadrato intorno al leader attaccando la "stratgia dei giudici di Napoli e Milano contro Berlusconi per eliminarlo dalla vita politica" ha scritto Mara Carfagna. Mentre il reoconfesso De Gregorio è tornato a parlare a Sky tg24 confermando le sue accuse: "Credo che questa vicenda acceleri il tramonto di un percorso politico ormai arrivato al redde rationem. Consiglio a Berlusconi di ritirarsi dalla scena politica, liberando l'Italia e la sua persona da tante infamie. Ho avuto un comportamento che oggi ritengo assolutamente disdicevole, finalizzato a ribaltare il governo Prodi in una sorta di guerra santa denominata dallo stesso Berlusconi 'operazione libertà'. Mi sento sollevato da un peso, ho detto la verità. Oggi non rimetterei la mia intelligenza, la mia capacità operativa, le mie conoscenze internazionali al servizio di Berlusconi: quell'uomo non meritava il mio aiuto".

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