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Berlusconi: "Sanremo come Festa dell'Unità". E' polemica con Fazio sul canone Rai

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Silvio Berlusconi è tornato ad attaccare il Festival di Sanremo 2013. Lo ha fatto in due momenti diversi della giornata, prima in tv e poi in radio, scatenando come prevedibile un vespaio di polemiche. Perchè stavolta, oltre che accusare l'imminente Festival di "faziosità", ha anche velatamente ammiccato a chi evade il canone Rai.

Berlusconi sul Festival di Sanremo 2013: "Andava spostato". Fazio ironico: "Dove?"

Su Sanremo il leader del Pdl era già intervenuto lo scorso venerdì, contestando la scelta di programmarlo nella penultima settimana di campagna elettorale. Ospite ad Uno mattina, Berlusconi ha ribadito con forza il concetto ed ha aggiunto anche una sua personale previsione sulle finanze di Viale Mazzini. "Io penso che la decisione della Rai sia sbagliata perché non ci voleva niente a spostarlo di due settimane - ha dichiarato il Cavaliere - Se il Festival di Sanremo diventa la festa dell’Unità credo che il 50% degli italiani non pagherà il canone".

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Poche ore dopo, ai microfoni del programma radiofonico Un giorno da pecora, il Cavaliere ha provato a smorzare i toni buttandola sul comico: "Se Fazio mi invita a Sanremo? Io andrei assolutamente subito. Potrei anche presentare una mia canzone e cantarla". Senza rinunciare a polemizzare ancora sulla scelta di mandare in onda il Festival poprio a ridosso del voto: "Abbiamo difficoltà a comunicare in campagna elettorale a causa della par condicio. E il Festival della canzone italiana diminuisce la possibilità a dieci giorni dal voto di comunicare con gli italiani". Il leader del Pdl si riferisce chiaramente alla coincidenza del Festival con le tribune elettorali organizzate dalla Rai. In realtà di possibilità per comunicare con gli italiani lui e gli altri leader politici/candidati premier ne hanno avute eccome. Ed è quello che ha sottolineato Fabio Fazio rispondendo agli attacchi di Berlusconi.

Nella conferenza stampa della vigilia, Fazio ha usato ancora una volta l'arma dell'ironia per rispondere al Cavaliere: se alla sua affermazione sulla necessità di "spostare il Festival" il conduttore aveva replicao con un secco "dove?", stavolta il conduttore ha invitato l'ex premier a mettere mano al portafogli. "Ma quindi Berlusconi non ha ancora pagato il canone! - ha esclamato Fazio - Volevo ricordagli che c’è tempo fino al 28 febbraio per farlo senza incorrere in ulteriori sanzioni". Poi la considerazione sulle troppe attenzioni che Berlusconi ha riservato al Festival: "Sanremo è una vetrina, quindi chiunque ne parla ha visibilità". Il conduttore ha anche assicurato che questo non sarà un festival politico, che nessuno cercherà di fare un "uso strumentale della tv pubblica" perchè in quanto tale "è di tutti e quindi si può dire tutto". Lo stesso Fazio ha smontato la polemica di Berlusocni sulla par condicio, ricordando come la legge in questione regolamenti la presenza di candidati in tv nel periodo pre-elettorale: un problema che non si pone al Festival, visto che è uno dei pochi programmi in cui i politici non ci saranno.

Ci sarà però la satira e ce ne sarà tanta, visto che insieme a Luciana Littizzetto, nella prima puntata, ci sarà anche Maurizio Crozza (la notizia è stata ufficializzata da Fazio via Twitter). Eppure il Cavaliere, interrogato sulla questione a In onda, si era detto sereno, visto che Crozza è un comico "bipartisan" e si occupa senza distinzione di politici di destra e di sinistra. A tranquillizzare il leader Pdl è arrivata anche la rassicurazione del direttore di Rai1 Giancarlo Leone: "Non sarà la festa dell’Unità (...) C’è una percezione sbagliata di un Festival che vuol entrare a piedi uniti sulla politica, non sarà così".

Intanto la frase sul canone Rai ha destato più di una perplessità, anche perchè trattasi dell'imposta più evasa d'Italia (oltre il 30% dei contribuenti non la paga). Pierluigi Bersani, intervenendo a Radio 105, ha preferito farne un tema da campagna elettorale, tornando sul conflitto d'interessi di Berlusconi in quanto proprietario di Mediaset: "Io mi auguro che lasciamo stare il Festival, è troppo nazional-popolare. Quanto al canone, Berlusconi ha campato sul dualismo Rai-Mediaset, non lo toglierebbe mai perché potrebbe cambiare qualcosa. Noi invece daremo un'occhiata all'antitrust per aprire il mercato".

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