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Berlusconi: "Santoro fa un uso criminoso della tv"

"L'uso criminoso di una televisione pubblica pagata con i mezzi di tutti consiste nell'attaccare gli avversari senza dare a questi avversari la possibilità di una replica, cosa che Santoro continua impunemente a fare anche adesso". Così ieri Silvio Berlusconi, ospite di una video chat su Corriere.it.

Il leader del Pdl non si limita all'attacco personale, propone un decalogo per i giornalisti e gli insegnanti. "Dovrebbero portare sempre la cravatta" e "come gli scolari alzarsi in piedi davanti ai professori". Sostiene di essersi tenuto lontano gli anni scorsi da programmi come "Ballarò" o "Annozero" perché i politici che li ospitavano "gli facevano ribrezzo". Lui è fuori dal giro: "la sua età in politica - sostiene - è solo quattordici anni".

Roberto Cuillo, vice responsabile Informazione del Partito Democratico, replica: "Berlusconi dice che non ha mai fatto nè l'editto bulgaro nè le corna nella foto in Spagna al vertice dei capi di stato. Tra poco ci dirà anche che non è il proprietario di Mediaset e che non si chiama Silvio Berlusconi. Non vorremmo che le accuse a Michele Santoro siano una sorta di editto bulgaro preventivo, il preannuncio cioè di quello che potrebbe succedere con l'avvento di Berlusconi al governo. Per questo bisogna dare il 13 aprile una svolta al Paese, anche per difendere la libertà di informazione in Italia".

Per Giuseppe Giulietti, portavoce di Articolo 21, "Silvio Berlusconi, oltre ormai a ripetere le solite stantie battute, ha anche perso l'uso della memoria, il che non è una bella cosa per un aspirante statista. Appena qualche settimana fa, infatti, Berlusconi aveva lodato Santoro e le sue belle puntate sull'emergenza rifiuti a Napoli. In quel caso tutto andava bene. Non appena Santoro prova ad occuparsi d'altro, Berlusconi ricomincia con le consuete invettive". "Berlusconi, infine - continua Giulietti in una nota - nega di aver mai chiesto l'allontanamento di Biagi, Santoro e Luttazzi. Ci auguriamo che qualche televisione, almeno quelle di sua proprietà, vogliano ritrasmettere il filmato bulgaro che tanto orrore provocò non solo in Italia ma persino nella sede del Parlamento Europeo. Questa nuova esternazione conferma che in Berlusconi non c'è nulla di nuovo e che in caso di vittoria l'Italia rischia di rivedere le stesse comiche e, purtroppo nel campo economico, sociale e culturale le stesse tragedie".

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