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Berlusconi: "Schede irregolari". Amato: "Impossibile modificarle"

Schede elettorali poco chiare, concreto rischio di vanificare il voto. E' questa l'accusa che lancia Silvio Berlusconi rivolgendosi direttamente al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

> Guarda la scheda elettorale 2008 mostrata dal Ministro Amato

"Le schede elettorali, così come sono state predisposte dal ministero dell'Interno - dice Berlusconi - non offrono garanzia alcuna che sia rispettata la volontà degli elettori e inducono più facilmente all'errore che all'espressione di un voto regolare". Berlusconi si riferisce ai simboli apparentati, e spiega: "Quando ho visto le schede mi sono spaventato. Francamente non si capiscono gli apparentamenti. C'è una striscia indistinta di simboli".

Sollecitato da Napolitano, il Ministro dell'Interno Amato spiega che la scheda è composta secondo le leggi approvate dal Governo Berlusconi: "Modificare oggi, e anche già la scorsa settimana, le schede elettorali, è impossibile, anche da parte del Parlamento, perchè i nostri militari all'estero hanno già votato sulla base delle schede esistenti. La questione dei simboli mi è stata posta in modo bipartisan, cioè da parlamentari di entrambe le coalizioni, che si sono chiesti anche perchè i simboli non fossero stati posti in verticale ma in orizzontale. Per porre i simboli in verticale il Parlamento avrebbe però dovuto pensarci prima, con il decreto legge che ha dato avvio alle votazioni. Nessuno allora ci ha pensato, mentre nel marzo 2006, cioè con grande anticipo rispetto alle elezioni, si predispose il decreto che ha la firma di Berlusconi, e che ha stabilito il passaggio dei simboli da verticale a orizzontale. Io non vedo comunque grande differenza tra la disposizione in orizzontale e quella in verticale".

Anche Antonio Di Pietro ha auspicato una modifica "last-minute" delle schede: "La schede elettorali saranno pure conforme alla Legge, ma non lo è più il diritto e la partecipazione dei cittadini a votare essendo pienamente informati. Essi devono essere in grado di esprimere, senza essere indotti all'errore, la propria preferenza. L'Italia dei Valori non intende dare il proprio assenso a quello che ritiene si possa palesare come un voto truccato. Non regge neanche la motivazione del voto già espresso dai nostri militari all'estero, fatto questo che impedirebbe una ristampa delle schede. Per loro, e solo per loro, varrebbe quel voto dato, mentre per tutti gli altri cittadini si deve provvedere ad assicurare un giusto e corretto esercizio al voto".

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