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Berlusconi: "Se l'Ue non ci aiuta Alitalia può comprarla lo Stato"

Il premier in pectore Silvio Berlusconi manda un chiaro messaggio all'Unione Europea: "Alitalia potrebbe essere comprata dallo Stato". Durante la seduta inaugurale della legislatura il Cavaliere si ferma in Transatlantico a parlare con i cronisti e non usa mezzi termini: "In risposta all'Europa e a chi dice aiuto di Stato o meno, rispondo: attenzione, perchè se stanno a 'zignare' potremmo anche prendere una decisione per cui Alitalia potrebbe tranquillamente essere acquistata dallo Stato o dalle Ferrovie dello Stato. È una minaccia, non è una decisione".

Il leader del Popolo della Libertà risponde così ai dubbi espressi da Bruxelles sul prestito ponte concesso dal governo. "In rispetto alla Ue noi andiamo avanti con la compagine di azionisti privati - ha affermato il Cavaliere - ma abbiamo bisogno di un'Europa che ci aiuti e non che metta difficoltà a chi governa".

Incalzato dai giornalisti Berlusconi ha spiegato che la strada principale rimane la cordata di imprenditori italiani. "C'è una squadra di persone - ha detto il Cavaliere - che va ben al di là del capitale necessario. Vedremo adesso di fare la due diligence e quando avremo un piano industriale questa compagine nuova, assistita da banche che già ci sono, avanzerà le sue proposte anche ai sindacati. Loro hanno fatto il loro mestiere, ma Air France si è ritirata successivamente al no dei sindacati alle riduzioni che Air France riteneva di dover apportare, questa è la verità storica, io non ho detto che i sindacati hanno fatto male, i sindacati rappresentano l'interesse dei lavoratori e hanno difeso i lavoratori". Berlusconi, infine, ha sottolineato che: "in un Paese come il nostro che ha nel turismo una ricchezza e quindi una parte importante del Pil è incontestabile che una compagnia di bandiera è necessaria".

E oggi il presidente di Pirelli, Marco Tronchetti Provera, nel corso dell'assemblea dei soci ha affermato: "Per Alitalia siamo disposti a dare un chip, ovvero qualche milione di euro a tutela dei nostri interessi economici, per un interesse generale delle nostre aziende. Abbiamo mille persone che prendono voli intercontinentali e che ci costano parecchie centinaia di euro. Se Malpensa fosse chiusa, ci costerebbero milioni di euro. Dunque a fronte di un costo di sistema, di una minor presenza di operatori nel territorio e di progetti inconsistenti per Malpensa, abbiamo dato la nostra disponibilità a dare il nostro nome".

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