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Berlusconi, sentenza affidamento: tutte le possibilità per scontare la pena

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Il conto alla rovescia per l’ex presidente del Consiglio è già cominciato. Sono due le opzioni principali al vaglio dei magistrati di Milano, chiamati a sciogliere la riserva nelle prossime ore in merito al destino, politico prima ancora che giudiziario, di Silvio Berlusconi.

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Domiciliari o servizi sociali: le opzioni per il condannato Berlusconi.

Dopo aver esaminato la posizione di circa 50 condannati, il Tribunale di sorveglianza passerà alla decisione sull’affidamento in prova o la detenzione domiciliare del Cavaliere, basandosi su ogni elemento ritenuto utile per il verdetto, compresa la memoria difensiva degli avvocati di parte. Se i giudici dovessero optare per gli arresti domiciliari, bisognerà vedere in concreto quale tra le residenze del leader di centrodestra verrà scelta per l’esecuzione della pena, ma l’unico dato certo (al di là del luogo dove il numero uno di Forza Italia dovrà scontare la condanna) è l’estromissione quasi categorica dalla politica attiva.

Il futuro politico del Cavaliere appeso a un filo: nelle prossime ore il verdetto a Milano.

Oltre ad aver un paio di ore al giorno per svolgere poche essenziali faccende private, Berlusconi avrebbe in questo caso un impedimento pressoché totale all’esercizio di attività pubbliche, men che meno in fase di campagna elettorale. Ben diversa e più gestibile, l’eventuale misura dell’affidamento ai servizi sociali, caldeggiata nei mesi scorsi dai principali difensori, (politici e legali) del tycoon di Arcore, nonostante la ferma intenzione di non formalizzare né l’ammissione di colpa né il pentimento.

Affidamento in prova: agibilità politica (quasi) garantita.

Qualora gli venisse concessa la possibilità di svolgere un percorso di recupero tramite inserimento in una struttura convenzionata, conformemente al parere dell’ufficio esecuzione penale esterna, il condannato avrebbe a disposizione una larga fetta delle sue giornate per continuare a fare una vita “normale”, senza particolari restrizioni, fatto salvo ovviamente il rispetto di alcuni fondamentali obblighi imposti dalle autorità competenti.

Un anno di pena da scontare: quale futuro per il leader di Forza Italia?

Rimarrà fermo, in qualsiasi scenario legato all’affidamento, il divieto di espatrio seguente al ritiro del passaporto già messo in atto da 8 mesi, mentre per il resto si tratterà di misurare mese dopo mese l’evoluzione del reinserimento della persona sottoposta alla misura in questione, tramite anche una apposita verifica su base mensile. La fatidica data del 10 aprile 2014, attesa da alleati ed avversari di Silvio Berlusconi come un vero e proprio giro di boa in un senso o nell’altro, è ormai dietro l’angolo e presto ogni dubbio riguardante l’agibilità politica del Cavaliere sarà risolto.

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