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Berlusconi show a Domenica Live: l'Imu, i comunisti, Ruby e la fidanzata Francesca

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Nel turbinio di dichiarazioni spesso contraddittorie degli ultimi giorni, Silvio Berlusconi ha scelto ancora una volta un contesto amico, quello delle tv di famiglia, per ribadire la sua posizione sulle prossime elezioni e non solo. Ospite di Barbara D'Urso, il leader del Pdl appare come un ologramma nello studio televisivo di Domenica Live. Ne è venuto fuori un siparietto di oltre un'ora, per lo più un monologo intervallato da brevi interruzioni della conduttrice che ha mostrato un atteggiamento più prono che mai. Non si può certo parlare di intervista. Piuttosto, un lungo show del Cavaliere che ha dimostrato ancora una volta di essere rimasto, almeno nello spirito, al lontano 1994, e ha messo in campo ancora una volta le sue straordinarie doti di intrattenitore.

Silvio Berlusconi dalla D'Urso (video): "Sono fidanzato con Francesca, ci vogliamo bene"

Illuminato come fosse circondato da un'aureola di santità, Berlusconi esordisce collegandosi al blocco precedente del programma della D'Urso (si parlava di maternità): "Anch'io sono nato con parto naturale, col cordone intorno al collo, ce l'ho fatta grazie ad un medico non comunista". Poi si entra nel vivo del tema politico: si candida o no? "Io sono in campo per aggregare i moderati, che dal 1948 ad oggi sono maggioranza nel Paese, se non si dividono". Poi ricorda che ha fatto un "triplice passo indietro" per accontentare Casini, ritirandosi a fare il padre fondatore del Pdl e sperando che la sua scelta inducesse il leader centrista a riaggregarsi al Pdl, senza però ottenere alcun risultato. La sua nuova candidatura scaturisce proprio da questo. Ma visto che i soggetti di Montezemolo e Giannino e l'Udc di Casini "guardano a Mario Monti come un punto di riferimento", lo stesso Cavaliere ha invocato la candidatura del Professore, appoggiata anche dal Ppe, "come federatore dei moderati per non dare il governo alla sinistra". E oggi conferma il suo ritiro dalla scena se il premier dovesse accettare: "io farei un passo indietro (...) resterei il presidente del più importate partito del centrodestra e farei la mia campagna elettorale per il Pdl e per la coalizione". Poi precisa: "Io mi ero allontanato dalla politica, ma adesso per le cose che sono successe io non vedo un'altra possibilità se non che scenda in campo io. C'è un'altra possibilità, ossia che Monti accetti".

Berlusconi a Barbara D'Urso, il fuorionda: "Poi mi domandi...". Guarda il video

Massima stima per il Professore, ma non per la politica fiscale del governo tecnico: il primo obiettivo per Berlusconi è "cambiare l'orientamento della politica del governo dei tecnici che hanno preso alla lettera le indicazioni dell'Europa", perchè l'imposizione delle ricette tedesche "è qualcosa che se applicato ad una economia in sviluppo ha dei risultati, ma su una economia già in crisi porta alla recessione". Poi la prima promessa, che arriva tra gli applausi del pubblico, ossia l'abolizione dell'Imu, così come il suo precedente governo aveva cancellato l'Ici: "L’Imu va abolita. La prima casa è una cosa sacra. L’impegno che assumeremo è mai più imposte sulla casa. Per i soldi sostitutivi, c’è già un disegno legge. Nella pressione fiscale, siamo tra i primi. In passato, abbiamo ridotto la pressione fiscale. Oggi siamo in una pericolosa situazione di recessione". Poi la seconda promessa: "diminuire la pressione fiscale di un punto all'anno". Troppe tasse comprimono la crescita, spiega Berlusconi, incalzato dalla conduttrice che sciorina una serie di frasi fatte sulla "gente vera, gente che non ce la fa a pagare l'Imu, la mia sarta o il piazzaiolo, non arrivano alla fine del mese". E Berlusconi concorda.

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Il Cavaliere sostiene che i problemi del Paese siano difficili a risolversi anche a causa di due fenomeni ben precisi. Il primo è il voto frazionato e soprattutto quello dato ai piccoli partiti che "fanno solo gli interessi dei loro piccoli leader". Per Berlusconi è necessario che ci sia un unico partito di maggioranza, perchè "quando c'è un governo sostenuto da una maggioranza di piccoli partiti bisogna scendere a compromessi ed è un disastro". Il secondo aspetto riguarda l'architettura istituzionale prevista dalla Costituzione che va cambiata, visto che i poteri del governo non rendono governabile il Paese. "Un premier non può cambiare un Ministro" lamenta Berlusconi. "Io ho avuto tre Capi dello Stato di sinistra che non mi permettevano di usare il decreto-legge (...) oggi l'unico strumento a disposizione del governo è il disegno di legge", impossibile da gestire, secondo Berlusconi, perchè occorrono da 450 a 600 giorni prima che si completi il lungo iter parlamentare. Il leader spiega tutti i passaggi necessari per la sua approvazione, senza rinunciare ad una frecciatina al Capo dello Stato ("approva il testo dopo le sue operose vacanze del week-end"), con la D'Urso che annuisce esterrefatta: "ma è complicatissimo!". E ancora, l'atavica questione della Corte Costituzionale: "Si è trasformata in un organismo politico che abroga le leggi che non piacciono alla sinistra".

Berlusconi spiega di essere tornato protagonista perchè siamo "nella stessa situazione del 1994": il rischio è che "vincano le sinistre" e lui non si ripresenta certo con piacere, piuttosto "io sono disperato a dovermi occupare di politica". Lui. E proprio come nel '94, il suo incubo è rimasto lo stesso: "A me non è mai piaciuta la politica, ma s'ha da fare e se non lo faccio io vince la sinistra (...) Il comunismo ancora esiste per un miliardo di persone al mondo. Io ho scoperto l'orrore del comunsmo a scuola dai salesiani" ed attacca a raccontare la terribile storia di una famiglia sterminata nel regime dell'Unione Sovietica. Berlusconi ha una missione, combattere "il comunismo ortodosso, che tende ad una terra promessa fatta di società senza classi dove si dà in base alle proprie possibilità e si riceve in base ai bisogni": per questo è sceso in campo nel '94 contro il Partito comunista che si avviava a vincere le elezioni, per fermare "l'ideologia più criminale della storia dell'uomo". E per questo è tornato in scena oggi, visto che "il PD ha scelto Bersani, che viene dalla vecchia PCI, e non Renzi, che è più socialdemocratico".

Poi ecco spuntare il nodo della giustizia, con il Cavaliere che rigira a suo modo le vicende giudiziarie di cui è protagonista: "In venti anni di politici ci si abitua a qualsiasi offesa. Ma c'è una cosa che grida vendetta davanti a Dio e gli uomini: sono stato condannato a 4 anni di carcere da un collegio di giudici di Milano che mi accusano di aver messo su un sistema per risparmiare 3 milioni di euro in un anno in cui abbiamo pagato 570 milioni di euro di tasse", ha detto Berlusconi riferendosi alla condanna per frode nel procedimento Mediaset. Ovviamente la colpa è tutta delle toghe rosse: "Sono stato condannato da un collegio di giudici di Milano. Non hanno avuto vergogna. Non c’è nessuna prova. E hanno detto che io sono propenso naturalmente a delinquere". Lo scopo? Fargli scontare un'eventuale condanna in carcere e non nelle sue "residenze dorate".

Sul processo Ruby, confortato dalla conduttrice che ne elogia la galanteria, torna a precisare di avere soltanto aiutato una ragazza in difficoltà: "Sono accusato di aver indotto alla prostituzione questa ragazza, Ruby. Il mio intervento fu l’opposto: un aiuto economico importante per non farla prostituire. Ad Arcore ci raccontò una storia tristissima: suo padre le versò l'olio bollente addosso perchè aveva scelto di abbracciare la religione cattolica (...) le ho prestato 58 mila euro per comprare apparecchi laser perchè diventasse socia di un centro estetico". Poi giustifica le cene ad Arcore con motivazioni sentimentali: "Era il periodo in cui mi sentivo solo. Mia madre era morta, mia sorella anche, mi ero divorziato. E qualcuno mi chiese 'perché non organizziamo qualcosa di divertente?'". Infine chiede scusa a chi l'ha sostenuto e votato e si è ritrovato a leggere certe ricostruzioni sui giornali: "Il processo Ruby è una macchinazione incredibile. E' stata la scusa su cui si è impostata una grande operazione di diffamazione nei confronti miei e del governo italiano, anche a livello internazionale". Berlusconi si mostra dispiaciuto anche nei confronti delle ragazze che ha ospitato e che, travolte dal polverone mediatico, "adesso non trovano più un fidanzato!".

Silvio Berlusconi e Francesca Pascale: è lei la nuova first lady

Il monologo del Cavaliere si interrompe quando arriva la domanda sulla sua presunta compagna, Francesca Pascale: "Presidente, mi si è fidanzato?" chiede con sguardo sognante la D'Urso. E Berlusconi conferma orgoglioso: "Mi sono fidanzato. E’ ufficiale. E' una ragazza di ventotto anni, ne abbiamo quarantanove di differenza (...) è bella fuori e dentro, ha solidissimi rincipi morali. Mi vuole bene e io la ricambio". Poi racconta la nascita della relazione rispondendo ad una domanda della D'Urso ("cosa l'ha fatta innamorare di lei?" chiede la conduttrice mentre il gelo si impossessa dello studio): "Ci conosciamo da 7 anni - spiega Berlusconi - era la presidente di un club a Napoli, 'Silvio ci manchi'. Raccoglieva i soldi e mandava sulle riviere, un aereo con la scritta 'Silvio ci manchi'. L’ultima settimana, la scritta cambiò e diventò 'Silvio mi manchi'. La conoscono anche i miei figli, è molto amica di mia figlia Marina. E adesso mi sento meno solo".

Si continua con il Milan e i campioni che potrebbero arrivare presto a Milanello, poi Berlusconi lascia in regalo alla D'Urso un quadro con il grafico di quanto realizzato dai suoi precedenti governi, con l'invito a mostrarlo agli ospiti di centrosinistra. Infine, per chiudere in bellezza, il quadretto familiare dei Berlusconi che festeggiano il Natale tutti insieme ad Arcore, in 40 tra figli e nipoti, dove ognuno si alza in piedi e fa il suo augurio personale. E nonno Silvio apprezza sorridente.

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