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Berlusconi su Alitalia: "Proposta Air France irricevibile"

Ieri Berlusconi ha rotto il silenzio su Alitalia: la proposta di Air France "è irricevibile", ha detto suonando l'italica riscossa. "È venuto il momento che se esistono in Italia degli imprenditori con un minimo di orgoglio si devono fare avanti". Il Cavaliere pensa, in particolare, all'offerta di Air One come una delle iniziative possibili. È subito scontro con Romano Prodi. Per ora, replica il Professore, quella di Af "è l'unica proposta. Se il Cavaliere non è d'accordo presenti un'altra soluzione". Il che significa avere un piano e poi fare un'opa che deve essere valutata e accettata dal Tesoro. Le posizioni di Berlusconi sono invece "inaccettabili" per il ministro Pierluigi Bersani, che ha definito "irresponsabile" l'atteggiamento del leader del Pdl. Romano Prodi e il ministro dell'Economia Tommaso Padoa-Schioppa sono infatti convinti che se dovesse saltare la trattativa con Parigi, il destino della compagnia di bandiera si ridurrebbe al commissariamento. E il fallimento sarebbe dietro l'angolo. Scenario che va evitato a tutti i costi.

Certo, spiega il leader del Pd Walter Veltroni (che avrebbe però apprezzato poco il fatto di essere stato messo in disparte in questa vicenda) su Malpensa serve "gradualità". E poi se Alitalia non può avere due hub, l'Italia invece - ragiona - può. Tra le cose che sembrano non andare giù al Cavaliere c'è proprio il trattamento riservato dai francesi su Malpensa. Il numero uno di Air France, Jean-Ceryl Spinetta, oggi ha chiuso definitivamente la porta a qualsiasi ripensamento. Nonostante la dura presa di posizione di Berlusconi, non è comunque ancora detta l'ultima parola. Due infatti sono le anime che in questi giorni si stanno confrontando: da una parte il Carroccio e la "carica" dei lombardi, dall'altra Gianni Letta e Giulio Tremonti. Il consigliere politico del Cavaliere e l'ex ministro dell'Economia sarebbero infatti più inclini a favorire la chiusura della partita Alitalia. Evitando così al prossimo governo molte grane.

Sul capitolo esuberi, nel corso del colloquio, secondo quanto riferiscono fonti di governo, i francesi avrebbero rassicurato gli interlocutori spiegando che l'asticella fissata intorno a quota 2000 potrebbe scendere ancora, toccando una cifra decisamente più bassa. Il governo si sarebbe detto invece disponibile a intervenire sull'unico fronte di sua competenza, facendo il massimo possibile, quello degli ammortizzatori sociali.

Silvio Berlusconi ha poi conversato con i giornalisti, nella tarda serata di ieri e, a margine della festa di compleanno di Bobo Maroni, ha garantito: "Dopo l'annuncio della mia contrarietà, Air France rinuncerà alla partita su Alitalia lasciando spazio all'ingresso di Air One, la cui regia nell'operazione considero indispensabile. Tale operazione sarà sostenuta dall'aiuto di una cordata di banche, tra le quali potrebbe esservi Banca Intesa, il cui cda dovrebbe decidere domani, e di altri imprenditori, tra i quali vi potrebbero essere anche i miei figli".

Poi spiega: "Ho parlato di trattativa opaca, perchè non si capisce come mai non hanno fatto vedere i conti agli altri possibili acquirenti, mentre con Air France hanno mostrato tutte le carte". Circa la possibilità dell' intervento di una cordata italiana, il Cavaliere conferma: "Ho fatto alcune telefonate e ci sono delle persone disponibili; domani ne farò delle altre e cercherò anche la Marcegaglia" (eletta presidente di Confindustria, ndr). Ha parlato con Prodi? "Mi ha chiamato stasera, lo richiamerò domani". Circa la loro disponibilità ad intervenire, Berlusconi sottolinea: "Io non credo che se uno è tra i primi dieci gruppi italiani non entra, che figura ci fa...?". "Anche io - aggiunge - sarei disponibile ad un sacrificio, ma mi accuserebbero subito di avere un interesse. Potrei partecipare alla pari degli altri, ed anche i miei figli credo che non direbbero di no".

"La regia dell'operazione - precisa - resterebbe ad Air One, che potrebbe sfruttare le sinergie con Alitalia. Dietro di lei altri imprenditori e naturalmente delle banche, tra le quali Banca Intesa, che domani, mi dicono, terrà un cda in cui dovrebbe dare via libera all'operazione". Il Cavaliere cita anche l'imprenditore Ligresti ("se confermerà le dichiarazioni fatte") e anche "il mondo arabo, che potrebbe acquistare delle quote di minoranza". "Se gli istituti di credito - aggiunge - sono della partita, si parte subito e l'azienda potrebbe tornare a fare utili già dopo un anno, un anno e mezzo". Dopo il suo veto, Parigi rinuncerà? "Sì, credo di sì. Air France - risponde - rinuncerà, perchè, se sa che il futuro presidente del consiglio è contrario, farà un passo indietro. Anche perchè - aggiunge - lì in Francia non è come da noi, che il governo non conta nulla, l'esecutivo è una cosa seria". Con Sarkozy, dice, "non ho avuto nessun contatto".

L'ex premier ha quindi attaccato il Governo: "Prodi è un esperto di svendite, come sapete bene dalla Sme, ed ha messo ad Air One dei paletti inaccettabili, mentre non ne ha messo nessuno ad Air France". Inoltre, prosegue, "ha messo Prato, che è un suo intimo, a gestire la vicenda ed ha condotto una trattativa in modo improvvido". "Se c'è uno - sottolinea - che dovrebbe essere favorevole alla chiusura della trattativa con Air France, quello sono proprio io, perchè una volta al governo non avrei questa patata bollente. Anche per questo - conclude - sono stato zitto, ma quando ce vò, ce vò. Anche perchè le condizioni poste da Air France sono da colonialismo".

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