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Berlusconi su Cairo a La7: "Meno di sinistra. Da Bersani avvertimento mafioso"

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Silvio Berlusconi avrebbe voluto un faccia a faccia in tv con Pierluigi Bersani: l'accordo non c'è stato e con tutta probabilità il dibattito è destinato a non realizzarsi. Intanto, nelle ultime infucate ore di campagna elettorale, il Cavaliere non perde occasione di attaccare quello che considera il principale avversario da battere, l'unico a contendersi la vittoria elettorale col Pdl.

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Il terreno di scontro di oggi è la tv. Nella giornata della svolta nella trattativa per la vendita di La7 (Telecom Italia ha deciso di trattare in esclusiva con Cairo Communication), Berlusconi accusa Bersani di aver provato ad influire sulla cessione dell'emittente: "Ha lanciato un avvertimento mafioso - ha dichiarato alla videochat del Corriere.it - dicendo 'aspettate a vendere perchè se sarò al governo La 7 varrà di più'. È il vecchio vizio della sinistra di essere minacciosa nei confronti degli avversari". Il leader del Pd ha replicato immediatamente, sostenendo di essersi solo espresso in favore di una regolare svolgimento delle trattative nel rispetto del mercato: "E' curioso perché tutte le volte che uno parla di regole Berlusconi si offende ma io non ho nominato né lui né La7 - ha detto Bersani - A Berlusconi le regole danno l'orticaria".

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Bersani ha ricordato poi come la sua principale preoccupazione fosse quella di evitare conflitti d'interesse nella cessione del terzo polo televisivo. Una questione tornata in primo piano visto che Cairo è stato in passato un collaboratore di Berlusconi e manager Publitalia, prima di essere licenziato e fondare una propria casa editrice. Il sospetto di legami con l'ambiente berlusconiano si è fatto sentire, anche se il diretto interessato ha rivendicato la propria completa autonomia ed indipendenza e lo stesso Cavaliere ha dichiarato di non sentirlo più da anni: "Non ho rapporti con Urbano Cairo, che per alcuni anni è stato mio assistente poi è diventato un imprenditore in proprio ed è da diverso tempo che non lo sento". Poco prima, in una precedente dichiarazione al termine di una lunga intervista negli studi di Radio105, aveva commentato così la scelta di Telecom Italia di trattare solo con il presidente del Torino Calcio per la vendita di La7: "E' una tv concorrente, con trasmissioni gestite spesso da persone che stanno a sinistra: spero che con Cairo diventi meno di sinistra"

Intanto, proprio su La7, sia Berlusconi, sia Bersani, ma anche il premier uscente Monti, saranno protagonisti di Bersaglio mobile, il programma di approfondimento di Enrico Mentana: il direttore del TgLa7 intervisterà separatamente i leader dei tre principali schieramenti politici che si sfidano alle elezioni politiche. Ed anche su Mario Monti Berlusconi torna all'attacco, definendolo, "una iattura" e "un dilettante al governo". Berlusconi fa autocritica in merito al sostegno del Pdl al governo, ma allo stesso tempo scarica ogni responsabilità personale: "Con Monti ho assolutamente sbagliato, ci sono cascato anch'io. Adesso si è disvelato (...) Ha fatto delle riforme sbagliatissime che hanno fatto peggiorare tutti gli indicatori economici del Paese (...) Io non c'ero. Per tredici mesi sono stato lontano. Poi Alfano mi è venuto a prendere quasi con la forza per chiedermi di tornare".

Berlusconi ne ha anche per la coalizione Bersani-Vendola ed invita gli elettori a non votare per quello che ritiene uno schieramento politico pro-tasse: "Se gli italiani voteranno per il centrosinistra non avranno la restituzione dell'Imu, subiranno una pesante patrimoniale e si ritroveranno più tasse sulla famiglia. Proseguirà la politica suicida della austerità. E si rischierà di avere un quarto presidente della Repubblica di sinistra dopo i tre consecutivi che abbiamo avuto da scegliere tra Prodi e D'Alema".

A proposito di Presidente della Repubblica, Berlusconi confessa agli intervistatori, Floris e Fontana, di avere già in mente un nome da proporre per il Colle, un uomo di grande valore che potrebbe piacere anche alla sinistra, anche se in linea di principio non si ritiene contrario ad un Presidente donna. Quanto a Palazzo Chigi, Berlusconi continua a sostenere la premiership di Angelino Alfano, indicandolo come un leader capace di convogliare grandi consensi, mentre per se stesso auspica il ruolo di Ministro dello Sviluppo economico. Anche se non esclude che cambiamenti dell'ultima ora possano portarlo a ricoprire nuovamente il ruolo di presidente del Consiglio: "Prima bisogna vincere, e poi bisogna entrare in questa situazione. Non posso dare una risposta adesso".

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