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Oltre un milione di donne in piazza. Berlusconi: 'Faziose, vergogna'

Le donne risvegliano l'Italia. La manifestazione del 13 febbraio ha visto oltre un milione di signore scendere in piazza per difendere la propria dignità e per chiedere le dimissioni di Silvio Berlusconi. Da Roma a Milano, da Napoli a New York, tutto il paese e molte città del mondo si sono unite al grido di riscatto delle donne italiane.

'Se non ora quando?', gli interventi - VIDEO

Le foto dalle piazze

Non c'erano bandiere politiche, né insegne di sindacati, 'Se non ora quando?' È stata la manifestazione di tutti: attrici, casalinghe, impiegate, mamme e nonne, figlie e nipoti, studentesse e precarie.

A inaugurare l'evento a Piazza del popolo a Roma è stata l'ultima madrina del Festival del cinema di Venezia, Isabella Ragonese: 'Sono una bambina, non ho fatto il femminismo, sono una precaria, sono una madre, sono una commessa, un'impiegata e oggi mi dimetto da tutto. Oggi 13 febbraio scendo in piazza' e dopo un minuto di silenzio le donne hanno risposto alla domanda che ha accompagnato la manifestazione 'Adesso'.

Questo è il momento giusto per dichiarare la propria presenza e la propria opinione in merito ai fatti di gossip politici in cui è protagonista Silvio Berlusconi. La cui reazione al milione di donne in piazza è giunta questa mattina, in diretta a Mattino Cinque.

Intervistato da Maurizio Belpietro, il Premier ha dichiarato: 'Mi è sembrato un pretesto per sostenere il teorema giudiziario che non ha nessun riscontro nella realtà: una mobilitazione di parte, faziosa, contro la mia persona da parte di una sinistra che cavalca qualsiasi mezzo per abbattermi. Tutte le donne che hanno avuto modo di conoscermi sanno con quanta considerazione e rispetto io mi rapporto con loro'.

Le reazioni del mondo politico sono state varie, la deputata di Fli, Giulia Bongiorno ha spiegato la sua presenza così: 'Non sono qui per criticare i festini hard, ma per farlo quando diventano sistema di selezione della classe dirigente. Chi tace in questa situazione può diventare complice. Questa non è una piazza di moralisti, come ha detto qualcuno nei giorni scorsi, questo è un modo per sminuire la vostra presenza qui. Si ha paura di voi'.

Nichi Vendola ha aggiunto: 'Quello di oggi credo sia un colpo mortale per il berlusconismo. Il premier ha portato l'attacco al cuore dello Stato'. A difendere il Presidente del consiglio ci sono le sue donne, come Mariastella Gelmini: 'Coloro che scendono in piazza sono solo poche radical chic che manifestano per fini politici e per strumentalizzare le donne'.

Daniela Santanchè, incalza: 'Non una manifestazione delle donne ma di una parte di donne, che come unico obiettivo hanno quello di mandare a casa Silvio Berlusconi. Donne che, ancora nel terzo millennio, sanno solo essere strumento di uomini. Peccato che a farle scendere in piazza sia solo l'odio nei confronti di un uomo'.

Infine il ministro per le Pari Opportunità, Mara Carfagna: 'Chi ha responsabilità di governo ha sempre il dovere di ascoltare la piazza. Dispiace che l'occasione sia stata sprecata, trasformando questa iniziativa nell'ennesimo corteo contro il governo democraticamente eletto dagli italiani e dalle italiane, strumentalizzando per fini politici le decine di migliaia di donne scese in piazza in buona fede'.

 (foto © LaPresse)

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