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Berlusconi sulle intercettazioni: "Napolitano impeccabile, io estraneo agli attacchi"

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Silvio Berlusconi torna a parlare dopo 70 giorni di silenzio (almeno sui media italiani) per schierarsi apertamente al fianco del Capo dello Stato in merito alle intercettazioni finite nell'inchiesta sullatrattativa Stato-mafia della Procura di Palermo. La sua intervista al Foglio di Ferrara inizia con una dichiarazione di vicinanza al Presidente: "Non gioisco per gli attacchi al Colle di cui sono completamente estraneo. Ho un rapporto consolidato e leale con Napolitano. Lo sanno tutti".

Poi Berlusconi scende nel dettaglio della polemica scatenata da Panorama. Il settimanale Mondadori ha pubblicato una vaga ricostruzione del contenuto delle telefonate tra Napolitano e Mancino, alludendo a pesanti giudizi del Presidente su politici come Berlusconi e Di Pietro e su alcuni pm della Procura di Palermo. Scenari che il Quirinale ha bollato come "autentiche falsità", in una dura affermazione di indipendenza e di non ricattabilità che impone alla classe politica di prendere posizione.

Lo scoop di Panorama sulle intercettazioni di Napolitano

Berlusconi lo fa dalle colonne del Foglio e senza esitazioni, nello stesso giorno in cui torna sui giornali per una rovinosa caduta nella sua Villa Cerosa in Sardegna: "Considero il Capo dello Stato un impeccabile servitore della Repubblica" dice il Cavaliere, condannando apertamete le manovre destabilizzanti indirizzate alla più alta carica dello Stato. "Il Quirinale è stato oggetto di attenzioni speciali e tentativi di condizionamento impropri e brutali, ai quali sono completamente estraneo, dei quali sono un avversario deciso. La frittata non è rovesciabile".

La caduta di Berlusconi a Villa Certosa: si lussa un polso

Chiamato in causa in quanto proprietario di Mondadori, Berlusconi rivendica l'autonomia del settimanale Panorama, che con la sua copertina intitolata "Ricatto al Presidente" ha scatenato le ire del Colle, sottolineando come la "giusta scelta" di sollevare il conflitto di attribuzione davanti alla Consulta non riguardi l'operato di Panorama, bensì "i comportamenti di una procura della Repubblica e dei suoi portavoce a mezzo stampa (Il Fatto quotidiano e Repubblica, ndr), che oltre tutto per evidenti ragioni di piccola politica adesso litigano tra loro".

E' un Berlusconi che si riscopre "uomo di Stato" quello che difende Napolitano e approfitta dell'occasione, come nel suo stile, per rimarcare la sua posizione di "patriota": "Proprio per evitare manovre torbide e destabilizzanti, italiane e internazionali, nell'interesse di un'Italia che amo e ho sempre amato, ho contribuito in modo determinante, nello scorso mese di novembre, al varo di un'operazione di emergenza imperniata sul governo del senatore Mario Monti e della sua compagine tecnica". E non sono in pochi a leggere nelle parole di Berlusconi proprio la volontà di riavvicinarsi al Capo dello Stato con l'intezione di tornare sulla scena politica da protagonista nel prossimo fine legislatura.

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